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Referendum sulla giustizia, a Empoli confronto pubblico tra favorevoli e contrari: partecipazione e impegno civico al centro

28-02-2026 11:30 - Cronaca
Un'aula gremita, un clima di ascolto e un confronto serrato ma rispettoso hanno caratterizzato l'incontro pubblico dedicato al referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo 2026. All'Auditorium della Misericordia di Empoli, la serata del 27 febbraio ha richiamato cittadini, professionisti del diritto e rappresentanti del mondo associativo, a testimonianza di quanto il tema sia sentito ben oltre gli addetti ai lavori.

Protagonisti del dibattito il procuratore della Repubblica di Viterbo Mario Palazzi, sostenitore delle ragioni del No, e l'avvocato penalista fiorentino Lorenzo Zilletti, schierato per il Sì, con la moderazione dell'avvocato Federico Bagattini, che ha guidato il confronto mantenendolo sul piano tecnico e costituzionale.

Al centro della discussione, la proposta di separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante e la riorganizzazione degli organi di autogoverno della magistratura, temi che toccano direttamente l'equilibrio tra indipendenza, imparzialità e garanzie per i cittadini. Palazzi ha richiamato l'attenzione sull'esigenza di preservare l'assetto attuale a tutela dell'autonomia della magistratura, mentre Zilletti ha sottolineato come, a suo avviso, una netta distinzione tra giudice e pubblico ministero rafforzerebbe la percezione di terzietà del giudicante e la fiducia nel processo penale.

Entrambi hanno riconosciuto che la riforma non inciderebbe in modo diretto sui tempi della giustizia, spostando così il focus del dibattito sul piano delle garanzie costituzionali più che su quello dell'efficienza organizzativa. A emergere con forza è stato anche il valore dell'iniziativa promossa dall'Associazione Avvocati Empoli e Valdelsa (AAEV) e dal Centro Studi Valdarno Cultura, che con il patrocinio del Lions Club Empoli, del Rotary Club Empoli e della Misericordia di Empoli hanno costruito un momento di approfondimento dichiaratamente apartitico, pensato per offrire strumenti di comprensione e non slogan. Proprio il ruolo degli organizzatori è stato più volte richiamato come esempio di collaborazione tra realtà del territorio capaci di farsi spazio di dialogo civile su un passaggio delicato della vita costituzionale del Paese.

L'appello condiviso ai presenti è stato quello di informarsi direttamente sui testi, sottraendosi alla polarizzazione del dibattito pubblico e arrivando alle urne con una scelta meditata. In un tempo segnato da contrapposizioni rapide e spesso superficiali, l'incontro empolese ha dimostrato che è ancora possibile discutere di riforme istituzionali con rigore, pluralità di voci e spirito di servizio verso la comunità.