Rifiuti e Taric, i Comitati civici chiamano in causa 16 Comuni: «Gli utili tornino ai cittadini»
17-06-2026 08:30 - Circondiario
I Comitati civici dell'ATO Toscana Centro tornano a sollevare il tema della gestione dei rifiuti e del peso della tariffa sui cittadini. Con una richiesta formale inviata lunedì 15 giugno ai sindaci di sedici Comuni del territorio, l'Unione dei Comitati "Taric sì ma non così" chiede alle amministrazioni locali di assumere una posizione chiara sul destino degli eventuali utili prodotti dal servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
L'appello è rivolto ai Comuni di Bagno a Ripoli, Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Campi Bisenzio, Dicomano, Empoli, Lastra a Signa, Montespertoli, Pelago, Pontassieve, Rufina, Scarperia e San Piero, Signa, Vaglia, Vicchio e Vinci.
Al centro dell'iniziativa c'è una domanda che, secondo i Comitati, riguarda direttamente famiglie e imprese: se il servizio rifiuti viene finanziato interamente attraverso la tariffa pagata dagli utenti, perché gli eventuali utili non dovrebbero essere reinvestiti nel servizio stesso o utilizzati per alleggerire il carico economico della TARIC?
Negli ultimi anni il tema della gestione dei rifiuti è stato spesso al centro del dibattito pubblico. L'aumento dei costi sostenuti dai cittadini, le discussioni sulla raccolta differenziata, la qualità dei servizi e gli investimenti necessari hanno alimentato confronti e polemiche. In questo contesto, i Comitati ritengono che resti ancora irrisolta una questione fondamentale: quale destinazione viene data alle risorse economiche generate dal servizio?
Per l'Unione dei Comitati la risposta dovrebbe essere semplice. Un servizio pubblico essenziale, sostengono, non dovrebbe trasformarsi in uno strumento finalizzato alla distribuzione di dividendi, ma dovrebbe reinvestire tutte le risorse disponibili per migliorare l'efficienza del sistema e ridurre i costi a carico degli utenti.
Da qui la richiesta ai sindaci di prendere pubblicamente posizione nei confronti di Alia Multiutility, dell'ATO Toscana Centro e degli altri soggetti coinvolti nella gestione del servizio. I Comitati chiedono inoltre che ogni amministrazione comunale renda nota ai cittadini la propria scelta.
«Non stiamo chiedendo privilegi né agevolazioni – affermano i rappresentanti dell'Unione dei Comitati –. Chiediamo trasparenza e coerenza: se i cittadini pagano il servizio, i benefici economici derivanti dal servizio devono tornare ai cittadini».
L'Unione dei Comitati ha annunciato che renderà pubbliche tutte le risposte ricevute dalle amministrazioni comunali, informando la cittadinanza sulle posizioni assunte dai singoli Comuni. Una scelta che punta ad accendere il confronto pubblico su una questione ritenuta centrale per il futuro della gestione dei rifiuti e per il contenimento dei costi a carico delle utenze.
Secondo i promotori dell'iniziativa, infatti, i cittadini hanno il diritto di sapere se i propri amministratori ritengano che gli utili generati dal servizio debbano essere reinvestiti per migliorarlo e ridurre le tariffe oppure destinati ad altre finalità.
L'appello è rivolto ai Comuni di Bagno a Ripoli, Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Campi Bisenzio, Dicomano, Empoli, Lastra a Signa, Montespertoli, Pelago, Pontassieve, Rufina, Scarperia e San Piero, Signa, Vaglia, Vicchio e Vinci.
Al centro dell'iniziativa c'è una domanda che, secondo i Comitati, riguarda direttamente famiglie e imprese: se il servizio rifiuti viene finanziato interamente attraverso la tariffa pagata dagli utenti, perché gli eventuali utili non dovrebbero essere reinvestiti nel servizio stesso o utilizzati per alleggerire il carico economico della TARIC?
Negli ultimi anni il tema della gestione dei rifiuti è stato spesso al centro del dibattito pubblico. L'aumento dei costi sostenuti dai cittadini, le discussioni sulla raccolta differenziata, la qualità dei servizi e gli investimenti necessari hanno alimentato confronti e polemiche. In questo contesto, i Comitati ritengono che resti ancora irrisolta una questione fondamentale: quale destinazione viene data alle risorse economiche generate dal servizio?
Per l'Unione dei Comitati la risposta dovrebbe essere semplice. Un servizio pubblico essenziale, sostengono, non dovrebbe trasformarsi in uno strumento finalizzato alla distribuzione di dividendi, ma dovrebbe reinvestire tutte le risorse disponibili per migliorare l'efficienza del sistema e ridurre i costi a carico degli utenti.
Da qui la richiesta ai sindaci di prendere pubblicamente posizione nei confronti di Alia Multiutility, dell'ATO Toscana Centro e degli altri soggetti coinvolti nella gestione del servizio. I Comitati chiedono inoltre che ogni amministrazione comunale renda nota ai cittadini la propria scelta.
«Non stiamo chiedendo privilegi né agevolazioni – affermano i rappresentanti dell'Unione dei Comitati –. Chiediamo trasparenza e coerenza: se i cittadini pagano il servizio, i benefici economici derivanti dal servizio devono tornare ai cittadini».
L'Unione dei Comitati ha annunciato che renderà pubbliche tutte le risposte ricevute dalle amministrazioni comunali, informando la cittadinanza sulle posizioni assunte dai singoli Comuni. Una scelta che punta ad accendere il confronto pubblico su una questione ritenuta centrale per il futuro della gestione dei rifiuti e per il contenimento dei costi a carico delle utenze.
Secondo i promotori dell'iniziativa, infatti, i cittadini hanno il diritto di sapere se i propri amministratori ritengano che gli utili generati dal servizio debbano essere reinvestiti per migliorarlo e ridurre le tariffe oppure destinati ad altre finalità.






