Rimozione ordigno, tutto quel che c'è da sapere
16-01-2026 22:44 - Cronaca
Sarà domenica 18 gennaio 2026 il giorno della seconda grande operazione di sicurezza legata al cantiere del nuovo Teatro Civico di Empoli “Il Ferruccio”, in piazza Guido Guerra. Dopo il primo disinnesco avvenuto all'inizio di settembre, è tutto pronto per la rimozione del secondo ordigno bellico rinvenuto durante i lavori di scavo, un intervento che comporterà l'evacuazione obbligatoria di circa 5.000 persone tra i Comuni di Empoli e Vinci.
L'ordigno era stato individuato il 21 maggio scorso, a seguito di scavi più profondi nel cantiere. Dopo la bonifica iniziale dell'area, la seconda bomba è emersa solo successivamente perché si trovava sotto un pilone del vecchio Palazzo delle Esposizioni, struttura in parte demolita per consentire la realizzazione del teatro. Una posizione che aveva reso impossibile intercettarla nelle prime fasi di controllo. Secondo i tecnici, non sono previste ulteriori demolizioni delle fondamenta dell'edificio esistente, che sarà ristrutturato, e questo fa ritenere che quella di domenica sarà l'ultima evacuazione legata al cantiere.
La zona rossa e i numeri dell'operazioneLa zona rossa avrà un raggio di 468 metri dal punto in cui si trova l'ordigno. Coinvolgerà circa 3.800 residenti nel Comune di Empoli e 1.200 nel Comune di Vinci, con lo stesso perimetro e le stesse strade già interessate a settembre. L'elenco dettagliato delle vie e dei numeri civici è consultabile sui siti istituzionali dei due Comuni.
L'evacuazione scatterà alle ore 7 del mattino: da quel momento non sarà più consentito l'accesso all'area. Entro le ore 9 tutte le abitazioni dovranno essere liberate, così come i veicoli parcheggiati. Animali domestici dovranno essere portati via dai proprietari.
Una volta completati i controlli da parte della Polizia municipale e delle forze dell'ordine, una segnalazione acustica darà il via alle operazioni del Genio militare, che procederà al despolettamento dell'ordigno. La bomba non verrà fatta brillare a Empoli: dopo la messa in sicurezza sarà caricata su mezzi dell'Esercito e trasportata in una cava a Calenzano, dove sarà definitivamente distrutta, come già avvenuto per il primo ordigno.
I tempi dell'operazione dipenderanno dalle condizioni tecniche e meteorologiche. In casi analoghi, come quello di settembre, le attività si sono concluse tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, ma l'ordine di rientro nelle abitazioni potrà essere dato solo dalle autorità competenti, una volta terminate tutte le verifiche di sicurezza.
Assistenza alle persone fragili e centro di accoglienzaParticolare attenzione è rivolta alle persone non autosufficienti o allettate. Tutti i cittadini già noti ai servizi sociali e sanitari sono stati presi in carico direttamente dalla Società della Salute e dall'azienda sanitaria. Chi invece avesse necessità di assistenza e non fosse stato ancora contattato può rivolgersi al numero del Comune di Empoli 0571 757535 oppure scrivere all'indirizzo ordignobellico@comune.empoli.fi.it. Le richieste vengono valutate da operatori sanitari che stabiliranno se è necessario l'intervento di ambulanze, mezzi attrezzati o volontari.
Per chi non ha una sistemazione alternativa, il Comune di Empoli ha predisposto un punto di accoglienza presso la palestra delle scuole Busoni, in via Raffaello Sanzio. La struttura sarà attrezzata con sedute, personale sanitario e assistenza sociale. A settembre furono circa 50 le persone accolte; questa volta, complice la stagione invernale, si prevede un numero maggiore di presenze.
Un'operazione complessa e collaudataDal venerdì precedente sarà attivo al Centro di Protezione Civile del Terrafino il COC – Centro Operativo Comunale, con la presenza di Prefettura, forze dell'ordine, Polizia municipale, tecnici comunali e volontariato. Le strade all'interno della zona rossa saranno chiuse e presidiate, con deviazioni del traffico e controlli ai varchi.
Fondamentale, ancora una volta, il contributo delle associazioni di volontariato – Misericordia, Pubblica Assistenza, Croce Rossa Italiana e Scuola Italiana Cani da Salvataggio – impegnate sia nel volantinaggio informativo, anche in più lingue, sia nel presidio del territorio durante l'evacuazione.
Un piano complesso ma già sperimentato con successo a settembre, quando il primo ordigno fu rimosso senza criticità e, grazie anche al bel tempo, molti cittadini trasformarono l'evacuazione in una giornata fuori città. Ora Empoli si prepara ad affrontare una nuova prova di collaborazione e responsabilità collettiva, con l'obiettivo di chiudere definitivamente un capitolo delicato e consentire la ripresa dei lavori per il futuro teatro cittadino.
Anche l'azienda sanitaria è in campo per far fronte alle esigenze dei cittadini più fragili. L'Ausl Toscana centro sarà in campo con la rete territoriale, l'emergenza-urgenza e gli infermieri di famiglia e di comunità. Un lavoro costruito nelle settimane precedenti insieme ai Comuni coinvolti, alla Società della salute, alla Prefettura e alla Protezione civile, con un'attenzione particolare alle persone fragili.
Sulla base degli elenchi forniti dai comuni coinvolti, gli infermieri, coordinati dalla dottoressa Loriana Meini, gli operatori assistenti sociali della COT (centrale operativa territoriale) coordinati dalla dottoressa Loredana Moraru e i servizi sociali territoriali, coordinati dal dottor Franco Doni, direttore della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa, hanno individuato le persone fragili in carico ai servizi sanitari territoriali e socio sanitari, e mediante contatti telefonici diretti concordato le forme di supporto, anche alla luce della condizione di salute.
Al momento, con dati in costante aggiornamento, sono state individuate circa trenta persone: una decina, in prevalenza anziani con pluripatologie, saranno accolte nella RSA Maria Regina di Orentano; poco più di venti saranno invece trasferite al Centro Diurno della Fondazione Chiarugi di Empoli, che sarà straordinariamente aperto la domenica.
Le associazioni di volontariato assicureranno la movimentazione degli utenti con mezzi dedicati, compresi i veicoli Disevac, pensati per il trasporto di persone con disabilità, in modo da garantire spostamenti sicuri e assistiti.
Le operazioni di spostamento dei pazienti da domicilio a RSA per i più fragili inizieranno sabato 17 gennaio mentre alle 7 del mattino di domenica inizieranno le operazioni generali, coordinate dal Coi (Centro operativo intercomunale) della Protezione Civile, che si concluderanno al termine di tutte le attività di messa in sicurezza, previste sempre per domenica 18 gennaio. Nei centri di accoglienza individuati dall'organizzazione complessiva saranno presenti sei infermieri, pronti a intercettare eventuali ulteriori bisogni sanitari e, se necessario, a predisporre soluzioni più adeguate.
Nei centri di accoglienza individuati dall'organizzazione vi saranno dei team SVEI composti da personale volontaria e da infermieri dell'Ausl Toscana centro per la valutazione delle esigenze immediate della popolazione con disabilità o specifiche necessita.
Un medico quindi sarà presente nel Coi. «Abbiamo lavorato su un modello organizzativo da maxi emergenza – spiega il dottor Federico Federighi, della SOC Coordinamento maxi emergenze ed eventi di carattere straordinario – con un triage tempestivo e una forte integrazione tra sanità, territorio e volontariato. L'esperienza maturata ci consente di intervenire in modo ordinato, riducendo al minimo i disagi e garantendo assistenza continua alle persone più vulnerabili».
Sono coinvolti, oltre alla rete infermieristica e territoriale, la Società della Salute, diretta dal dottor Franco Doni, i Servizi sanitari della zona Empolese Valdarno coordinati dal dottor Paolo Amico, quindi per la rete territoriale il dottor Daniele Mannelli e tutte le realtà che operano nell'assistenza alla popolazione.
L'ordigno era stato individuato il 21 maggio scorso, a seguito di scavi più profondi nel cantiere. Dopo la bonifica iniziale dell'area, la seconda bomba è emersa solo successivamente perché si trovava sotto un pilone del vecchio Palazzo delle Esposizioni, struttura in parte demolita per consentire la realizzazione del teatro. Una posizione che aveva reso impossibile intercettarla nelle prime fasi di controllo. Secondo i tecnici, non sono previste ulteriori demolizioni delle fondamenta dell'edificio esistente, che sarà ristrutturato, e questo fa ritenere che quella di domenica sarà l'ultima evacuazione legata al cantiere.
La zona rossa e i numeri dell'operazioneLa zona rossa avrà un raggio di 468 metri dal punto in cui si trova l'ordigno. Coinvolgerà circa 3.800 residenti nel Comune di Empoli e 1.200 nel Comune di Vinci, con lo stesso perimetro e le stesse strade già interessate a settembre. L'elenco dettagliato delle vie e dei numeri civici è consultabile sui siti istituzionali dei due Comuni.
L'evacuazione scatterà alle ore 7 del mattino: da quel momento non sarà più consentito l'accesso all'area. Entro le ore 9 tutte le abitazioni dovranno essere liberate, così come i veicoli parcheggiati. Animali domestici dovranno essere portati via dai proprietari.
Una volta completati i controlli da parte della Polizia municipale e delle forze dell'ordine, una segnalazione acustica darà il via alle operazioni del Genio militare, che procederà al despolettamento dell'ordigno. La bomba non verrà fatta brillare a Empoli: dopo la messa in sicurezza sarà caricata su mezzi dell'Esercito e trasportata in una cava a Calenzano, dove sarà definitivamente distrutta, come già avvenuto per il primo ordigno.
I tempi dell'operazione dipenderanno dalle condizioni tecniche e meteorologiche. In casi analoghi, come quello di settembre, le attività si sono concluse tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, ma l'ordine di rientro nelle abitazioni potrà essere dato solo dalle autorità competenti, una volta terminate tutte le verifiche di sicurezza.
Assistenza alle persone fragili e centro di accoglienzaParticolare attenzione è rivolta alle persone non autosufficienti o allettate. Tutti i cittadini già noti ai servizi sociali e sanitari sono stati presi in carico direttamente dalla Società della Salute e dall'azienda sanitaria. Chi invece avesse necessità di assistenza e non fosse stato ancora contattato può rivolgersi al numero del Comune di Empoli 0571 757535 oppure scrivere all'indirizzo ordignobellico@comune.empoli.fi.it. Le richieste vengono valutate da operatori sanitari che stabiliranno se è necessario l'intervento di ambulanze, mezzi attrezzati o volontari.
Per chi non ha una sistemazione alternativa, il Comune di Empoli ha predisposto un punto di accoglienza presso la palestra delle scuole Busoni, in via Raffaello Sanzio. La struttura sarà attrezzata con sedute, personale sanitario e assistenza sociale. A settembre furono circa 50 le persone accolte; questa volta, complice la stagione invernale, si prevede un numero maggiore di presenze.
Un'operazione complessa e collaudataDal venerdì precedente sarà attivo al Centro di Protezione Civile del Terrafino il COC – Centro Operativo Comunale, con la presenza di Prefettura, forze dell'ordine, Polizia municipale, tecnici comunali e volontariato. Le strade all'interno della zona rossa saranno chiuse e presidiate, con deviazioni del traffico e controlli ai varchi.
Fondamentale, ancora una volta, il contributo delle associazioni di volontariato – Misericordia, Pubblica Assistenza, Croce Rossa Italiana e Scuola Italiana Cani da Salvataggio – impegnate sia nel volantinaggio informativo, anche in più lingue, sia nel presidio del territorio durante l'evacuazione.
Un piano complesso ma già sperimentato con successo a settembre, quando il primo ordigno fu rimosso senza criticità e, grazie anche al bel tempo, molti cittadini trasformarono l'evacuazione in una giornata fuori città. Ora Empoli si prepara ad affrontare una nuova prova di collaborazione e responsabilità collettiva, con l'obiettivo di chiudere definitivamente un capitolo delicato e consentire la ripresa dei lavori per il futuro teatro cittadino.
Anche l'azienda sanitaria è in campo per far fronte alle esigenze dei cittadini più fragili. L'Ausl Toscana centro sarà in campo con la rete territoriale, l'emergenza-urgenza e gli infermieri di famiglia e di comunità. Un lavoro costruito nelle settimane precedenti insieme ai Comuni coinvolti, alla Società della salute, alla Prefettura e alla Protezione civile, con un'attenzione particolare alle persone fragili.
Sulla base degli elenchi forniti dai comuni coinvolti, gli infermieri, coordinati dalla dottoressa Loriana Meini, gli operatori assistenti sociali della COT (centrale operativa territoriale) coordinati dalla dottoressa Loredana Moraru e i servizi sociali territoriali, coordinati dal dottor Franco Doni, direttore della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa, hanno individuato le persone fragili in carico ai servizi sanitari territoriali e socio sanitari, e mediante contatti telefonici diretti concordato le forme di supporto, anche alla luce della condizione di salute.
Al momento, con dati in costante aggiornamento, sono state individuate circa trenta persone: una decina, in prevalenza anziani con pluripatologie, saranno accolte nella RSA Maria Regina di Orentano; poco più di venti saranno invece trasferite al Centro Diurno della Fondazione Chiarugi di Empoli, che sarà straordinariamente aperto la domenica.
Le associazioni di volontariato assicureranno la movimentazione degli utenti con mezzi dedicati, compresi i veicoli Disevac, pensati per il trasporto di persone con disabilità, in modo da garantire spostamenti sicuri e assistiti.
Le operazioni di spostamento dei pazienti da domicilio a RSA per i più fragili inizieranno sabato 17 gennaio mentre alle 7 del mattino di domenica inizieranno le operazioni generali, coordinate dal Coi (Centro operativo intercomunale) della Protezione Civile, che si concluderanno al termine di tutte le attività di messa in sicurezza, previste sempre per domenica 18 gennaio. Nei centri di accoglienza individuati dall'organizzazione complessiva saranno presenti sei infermieri, pronti a intercettare eventuali ulteriori bisogni sanitari e, se necessario, a predisporre soluzioni più adeguate.
Nei centri di accoglienza individuati dall'organizzazione vi saranno dei team SVEI composti da personale volontaria e da infermieri dell'Ausl Toscana centro per la valutazione delle esigenze immediate della popolazione con disabilità o specifiche necessita.
Un medico quindi sarà presente nel Coi. «Abbiamo lavorato su un modello organizzativo da maxi emergenza – spiega il dottor Federico Federighi, della SOC Coordinamento maxi emergenze ed eventi di carattere straordinario – con un triage tempestivo e una forte integrazione tra sanità, territorio e volontariato. L'esperienza maturata ci consente di intervenire in modo ordinato, riducendo al minimo i disagi e garantendo assistenza continua alle persone più vulnerabili».
Sono coinvolti, oltre alla rete infermieristica e territoriale, la Società della Salute, diretta dal dottor Franco Doni, i Servizi sanitari della zona Empolese Valdarno coordinati dal dottor Paolo Amico, quindi per la rete territoriale il dottor Daniele Mannelli e tutte le realtà che operano nell'assistenza alla popolazione.






