Rischio occupazione al Checchi, la dirigente avverte gli studenti: «È un atto illegale»
30-10-2026 17:10 - Circondiario
E' braccio di ferro tra la dirigenza scolastica dell' Istituto di Istruzione Superiore Arturo Checchi di Fucecchio e gli studenti riguardo al rischio di occupazione dell'istituto. La dirigente con una circolare datata 29 ottobre ha inteso chiarire la propria posizione riguardo alla suddetta ipotesi e smentire le eventuali "voci" che stanno circolando tra studenti e genitori.
“Si informa la comunità scolastica (docenti, personale Ata, studenti e relative famiglie) che nella giornata di ieri, 28.10.26 si è svolto un incontro formale tra la dirigente scolastica e una delegazione di studenti. Nel corso del colloquio, la dirigente dopo avere ascoltato le richieste e le volontà degli studenti, ha espresso il proprio fermo dissenso rispetto all'ipotesi di un'occupazione dell'istituto, sottolineando come tale azione comporti condotte illecite e gravi rischi per la sicurezza, la gestione delle emergenze e la continuità del servizio pubblico”.
“Tutti i tentativi di mediazione promossi dalla sottoscritta e dai suoi collaboratori, prosegue la circolare, volti ad instradare la protesta e le rivendicazioni giovanili verso forme di confronto democratico, civile e previste dalla normativa vigente, sono stati espletati. L'occupazione si configura come un atto formalmente illegale che espone l'intera comunità a rischi gravi e ingiustificati quali danni al patrimonio comune, sicurezza e infiltrazioni esterne, incoerenza della mobilitazione”.
Per questi motivi: “si invitano caldamente le famiglie a instaurare un dialogo con i propri figli e a richiamarli al rispetto delle regole di convivenza civile e della legalità all'interno dell'istituzione scolastica. L'occupazione, viene ricordato, costituisce reato ai sensi degli artt. 331/340 C.P. (interruzione di pubblico servizio) e art. 633 C.P. (invasione di edifici). Eventuali danni materiali arrecati alle strutture o dotazioni tecnologiche saranno addebitati ai responsabili e/o alle famiglie (art. 2048 C.C.)”
Per la dirigente scolastica: “una battaglia per i diritti e per il futuro della scuola deve produrre un beneficio reale, farsi ascoltare e incidere sul tessuto civile. La voce degli studenti non acquista forza chiudendosi dentro un edificio, sottraendolo alla didattica e isolandosi: acquista forza all'esterno, nelle piazze, davanti alle sedi degli organi istituzionali competenti, attraverso il dibattito democratico e la proposta concreta”
Da qui l'appello anche alle famiglie “a instaurare un dialogo con i propri figli e a richiamarli al rispetto delle regole di convivenza civile e della legalità all'interno dell'istituzione scolastica. La nostra scuola, prosegue la circolare, è e rimarrà sempre aperta al confronto, al pensiero critico e alla crescita democratica dei propri allievi”.
Da qui l'invito rivolto alla comunità scolastica proprio per tutelare questi valori e salvaguardare il diritto all'istruzione degli studenti contrari all'occupazione e la scuola stessa di “scegliere la via della responsabilità abbandonando iniziative che danneggiano la scuola concentrando le energie su forme mobilitative lecite costruttive e realmente capaci di lasciare un segno. Si comunica che in caso di attuazione dello stato di occupazione, sarà inoltrata dallo scrivente comunicazione alle autorità competenti”.
“Si informa la comunità scolastica (docenti, personale Ata, studenti e relative famiglie) che nella giornata di ieri, 28.10.26 si è svolto un incontro formale tra la dirigente scolastica e una delegazione di studenti. Nel corso del colloquio, la dirigente dopo avere ascoltato le richieste e le volontà degli studenti, ha espresso il proprio fermo dissenso rispetto all'ipotesi di un'occupazione dell'istituto, sottolineando come tale azione comporti condotte illecite e gravi rischi per la sicurezza, la gestione delle emergenze e la continuità del servizio pubblico”.
“Tutti i tentativi di mediazione promossi dalla sottoscritta e dai suoi collaboratori, prosegue la circolare, volti ad instradare la protesta e le rivendicazioni giovanili verso forme di confronto democratico, civile e previste dalla normativa vigente, sono stati espletati. L'occupazione si configura come un atto formalmente illegale che espone l'intera comunità a rischi gravi e ingiustificati quali danni al patrimonio comune, sicurezza e infiltrazioni esterne, incoerenza della mobilitazione”.
Per questi motivi: “si invitano caldamente le famiglie a instaurare un dialogo con i propri figli e a richiamarli al rispetto delle regole di convivenza civile e della legalità all'interno dell'istituzione scolastica. L'occupazione, viene ricordato, costituisce reato ai sensi degli artt. 331/340 C.P. (interruzione di pubblico servizio) e art. 633 C.P. (invasione di edifici). Eventuali danni materiali arrecati alle strutture o dotazioni tecnologiche saranno addebitati ai responsabili e/o alle famiglie (art. 2048 C.C.)”
Per la dirigente scolastica: “una battaglia per i diritti e per il futuro della scuola deve produrre un beneficio reale, farsi ascoltare e incidere sul tessuto civile. La voce degli studenti non acquista forza chiudendosi dentro un edificio, sottraendolo alla didattica e isolandosi: acquista forza all'esterno, nelle piazze, davanti alle sedi degli organi istituzionali competenti, attraverso il dibattito democratico e la proposta concreta”
Da qui l'appello anche alle famiglie “a instaurare un dialogo con i propri figli e a richiamarli al rispetto delle regole di convivenza civile e della legalità all'interno dell'istituzione scolastica. La nostra scuola, prosegue la circolare, è e rimarrà sempre aperta al confronto, al pensiero critico e alla crescita democratica dei propri allievi”.
Da qui l'invito rivolto alla comunità scolastica proprio per tutelare questi valori e salvaguardare il diritto all'istruzione degli studenti contrari all'occupazione e la scuola stessa di “scegliere la via della responsabilità abbandonando iniziative che danneggiano la scuola concentrando le energie su forme mobilitative lecite costruttive e realmente capaci di lasciare un segno. Si comunica che in caso di attuazione dello stato di occupazione, sarà inoltrata dallo scrivente comunicazione alle autorità competenti”.
Graziano Banchini






