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Risorti, il cinema senza tetto che torna a vivere. Così Montelupo trasforma una ferita del centro storico in uno spazio per il futuro

04-06-2026 12:09 - Primo piano
Una volta c'era un tetto.
Poi non c'è stato più.
Per anni, entrando nell'ex cinema Risorti, lo sguardo correva inevitabilmente verso l'alto, verso quel vuoto lasciato dal cedimento della copertura. Una ferita architettonica nel cuore del centro storico di Montelupo, simbolo di una lunga stagione di abbandono.
Oggi proprio quell'assenza è diventata il punto di partenza di una nuova storia.
Martedì 9 giugno il Risorti riaprirà le sue porte alla città. Non come semplice recupero di un edificio storico, ma come uno dei progetti più significativi di rigenerazione urbana realizzati negli ultimi anni a Montelupo Fiorentino. Uno spazio pensato per la cultura, per i giovani e per la vita del centro storico. Un luogo che, ancora una volta, sembra voler essere all'altezza del proprio nome.

Perché "Risorti" non è soltanto il nome dell'antica accademia che ne promosse la costruzione tra il 1821 e il 1825. È quasi una profezia.
Due secoli di trasformazioni. La storia dell'edificio attraversa oltre duecento anni di vita cittadina.
Nato come teatro nell'Ottocento, per quasi un secolo fu uno dei principali luoghi di incontro della comunità montelupina. Sul suo palco si alternarono spettacoli, eventi e momenti della vita pubblica di una città che stava costruendo la propria identità moderna.
Poi arrivò il Novecento e con esso il cinema.
Anche i Risorti seppero adattarsi ai tempi. Da teatro divennero sala cinematografica, accompagnando generazioni di montelupini nell'epoca delle grandi trasformazioni culturali e tecnologiche.
Una storia lunga e vitale che sembrò interrompersi negli anni Ottanta. L'incendio del Cinema Statuto di Torino nel 1983 cambiò radicalmente le norme di sicurezza per le sale cinematografiche italiane. Molti cinema chiusero. Tra questi anche i Risorti, che non riuscirono più a riprendersi da quella battuta d'arresto.
Eppure il luogo non scomparve del tutto dalla vita cittadina.
Per anni continuò a ospitare mostre ed esposizioni. Molti montelupini ricordano ancora quegli spazi utilizzati per iniziative culturali e artistiche. Poi arrivò una nuova fase di declino.
Nel 2013 il cedimento di una parte della copertura sembrò segnare la parola fine.
Invece fu l'inizio di una nuova possibilità.

Trasformare una fragilità in una risorsa. «Siamo riusciti a valorizzare quello che era un punto debole trasformandolo in un punto di forza», ha spiegato il sindaco Simone Londi durante la presentazione del progetto. L'idea alla base dell'intervento è tanto semplice quanto efficace: non cancellare la storia del luogo, ma farne la materia prima del suo futuro.
L'assenza del tetto non è stata nascosta. Al contrario, è diventata parte integrante dell'identità dello spazio.
Entrando oggi nei Risorti si percepisce immediatamente questa scelta. Non si ha la sensazione di entrare in una tradizionale sala spettacoli. Ci si trova piuttosto in una sorta di arena urbana incastonata nel tessuto del centro storico, circondata dalle abitazioni e aperta verso il cielo.

Una dimensione sorprendente, soprattutto considerando che ci si trova nel cuore di una delle zone più densamente costruite della città.

Uno spazio polivalente per dodici mesi all'anno. La sfida progettuale non riguardava soltanto il recupero dell'edificio.
La domanda che amministratori e progettisti si sono posti era più ambiziosa: come fare in modo che questo luogo vivesse tutto l'anno?
La risposta è stata la creazione di uno spazio multifunzionale capace di adattarsi alle diverse stagioni e alle diverse esigenze della comunità.
L'intervento ha interessato principalmente l'area dell'ex platea, oggi trasformata in una sala polivalente coperta, chiusa e riscaldata, destinata ad attività culturali, sociali e giovanili.

Nei mesi estivi, grazie a un sistema di grandi vetrate scorrevoli, la sala si apre verso l'esterno e torna a dialogare con la platea scoperta, recuperando la vocazione originaria di luogo per spettacoli e proiezioni.
Dal 2027 questo spazio tornerà infatti ad accogliere il cinema estivo e le attività di spettacolo all'aperto.
Nel frattempo sarà il nuovo Centro Giovani della città.

Un centro giovani nel cuore del centro storico. La destinazione più immediata individuata dall'amministrazione è stata quella di uno spazio dedicato ai ragazzi.
Da oltre un anno il Comune, insieme a Co&so Empoli, ha rafforzato le politiche giovanili attraverso attività e interventi mirati. L'apertura del nuovo centro rappresenta una risposta concreta a una domanda crescente di luoghi di aggregazione.
Ma il progetto va oltre il concetto tradizionale di Centro Giovani.
All'interno trovano posto un grande schermo da 75 pollici, una PlayStation, tavoli da ping pong e biliardino. Strumenti pensati per favorire la socialità e offrire ai ragazzi uno spazio che nel centro storico mancava da tempo.
L'obiettivo non è semplicemente mettere a disposizione una sede, ma creare un luogo vivo, capace di diventare punto di riferimento per le nuove generazioni.

Lo spazio delle idee. La vera scommessa dei Risorti, tuttavia, non riguarda soltanto i giovani. L'amministrazione immagina questo luogo come uno spazio aperto alla contaminazione tra esperienze diverse. Uno "spazio delle idee", come è stato definito durante la presentazione.
Da qui nasce la scelta di lanciare una call for ideas rivolta ad associazioni, enti del Terzo Settore e gruppi informali. L'invito è semplice: immaginare attività capaci di dare vita ai Risorti durante tutto l'anno: Laboratori artistici e creativi, Eventi culturali, Percorsi formativi, Attività educative, Momenti di aggregazione, Iniziative dedicate ai giovani o aperte all'intera comunità.
Le candidature potranno essere presentate fino al 25 giugno e saranno valutate in base alla capacità di generare inclusione, partecipazione e coinvolgimento della comunità locale.
Non si tratta di una semplice raccolta di proposte. Come ha spiegato Lorenza Soldani di Sociolab, la call costituisce il primo passo di un percorso di coprogettazione che porterà alla definizione condivisa delle modalità di utilizzo dello spazio. In altre parole, i cittadini non saranno soltanto destinatari delle attività, ma potranno diventare protagonisti della loro costruzione.
"Da oltre un anno, insieme a Co&so Empoli, abbiamo avviato interventi mirati nell'ambito delle politiche giovanili e l'apertura del nuovo Centro Giovani rappresenta una risposta concreta alla crescente richiesta di spazi di aggregazione», spiega l'assessora alla cultura e alle politiche giovanili Aglaia Viviani.
Per Viviani, tuttavia, il progetto non si esaurisce nella semplice apertura di una sede dedicata ai ragazzi. La call for ideas lanciata dal Comune rappresenta infatti un ulteriore passo verso un modello di partecipazione attiva della comunità: «Auspichiamo che questa opportunità venga colta anche dai giovani più grandi. Per questo abbiamo scelto di aprire la partecipazione non soltanto alle associazioni strutturate, ma anche ai gruppi informali».
La sfida, sottolinea l'assessora, sarà ora quella di far convivere le diverse anime dei Risorti: luogo per le politiche giovanili, spazio culturale e futuro cinema estivo. «Dovremo fare un lavoro importante per definire modalità di gestione e organizzazione che consentano la convivenza tra funzioni diverse», osserva Viviani. Una complessità che l'amministrazione considera però una ricchezza, perché proprio dall'incontro tra esperienze differenti potrebbe nascere l'identità più originale del nuovo Risorti.

Un tassello della rigenerazione urbana. Per il sindaco Simone Londi la riapertura dei Risorti rappresenta un tassello di una strategia più ampia. «L'obiettivo è aumentare la frequentazione del centro storico e per farlo è necessario ripensarne le funzioni», ha spiegato.
La riqualificazione dell'ex cinema si inserisce infatti in un insieme di interventi che comprendono la sistemazione della pavimentazione, la riorganizzazione della sosta con l'introduzione del disco orario, il nuovo mercato del centro e un calendario sempre più ricco di iniziative culturali e di animazione. L'idea è quella di riportare persone nel cuore della città, creando occasioni permanenti di incontro e socialità.

Un ponte tra memoria e contemporaneità. Anche dal punto di vista architettonico il progetto racconta questa volontà di tenere insieme passato e futuro. L'allestimento realizzato da Rifò non cancella la memoria del luogo. Il colore blu, storicamente associato al cinema Risorti, viene reinterpretato in chiave contemporanea. I decori richiamano motivi della tradizione ceramica montelupina, creando una continuità visiva con il MMAB e con il patrimonio culturale della città.
I lavori hanno interessato anche il palco, completamente rinnovato, i locali di servizio, le scale di accesso e le gradinate dell'ex galleria, demolite e ricostruite per consentire il consolidamento strutturale dell'edificio.
Al piano superiore trova posto una nuova cabina di regia, mentre il consolidamento sismico ha permesso di recuperare spazi che per decenni erano rimasti inutilizzabili.

La festa della rinascita. La riapertura del 9 giugno sarà il primo momento in cui la città potrà riappropriarsi di questo luogo. Alle 17.30 i protagonisti saranno i ragazzi, con una preview riservata ai giovani di Montelupo organizzata da Co&so Empoli.
Dalle 18.30 il taglio del nastro aprirà ufficialmente la serata inaugurale. Musica, attività partecipative e momenti di incontro accompagneranno la riscoperta degli spazi da parte della cittadinanza. Sarà una festa. Ma soprattutto sarà un passaggio simbolico. Perché il Risorti non torna semplicemente a essere un edificio recuperato.
Torna a essere ciò che è stato per oltre due secoli: un luogo dove una comunità si incontra, si riconosce e immagina il proprio futuro: una volta c'era un tetto. Oggi c'è uno spazio aperto alle idee. E forse è proprio questa la forma più autentica della sua rinascita.
Emilio Chiorazzo