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Santa Verdiana, la Lega: «Dopo 13 anni si festeggiano appena 20 posti letto»

08-09-2026 14:17 - Circondiario
Dopo tredici anni dalla chiusura del vecchio ospedale Santa Verdiana, a Castelfiorentino torna al centro del dibattito politico il futuro della struttura sanitaria. A sollevare perplessità è Susi Giglioli, capogruppo della Lega in consiglio comunale, che contesta il modo in cui viene presentata l'apertura dei nuovi posti di cure intermedie.

«Dopo tredici anni dalla chiusura del vecchio ospedale Santa Verdiana, la Regione Toscana e tutta la compagnia cantante celebrano come un grande traguardo l'apertura di appena venti posti letto di cure intermedie», sostiene Giglioli, sottolineando come la struttura sia destinata a servire un bacino di circa centomila abitanti. Il rapporto, osserva la consigliera, è quindi di «un posto letto ogni cinquemila persone».

Secondo la capogruppo della Lega, i venti posti letto rappresentano lo standard nazionale di base previsto dal DM 77 del 2022, ma non il limite massimo previsto dalla normativa. «È possibile realizzare fino a due moduli da quindici-venti posti ciascuno, arrivando quindi anche a quaranta posti letto», afferma Giglioli, secondo la quale la Regione avrebbe potuto scegliere una dotazione superiore e avrebbe invece optato per il livello minimo previsto.

La critica riguarda anche la natura stessa della struttura. Per Giglioli, infatti, non si può parlare di una vera e propria riapertura dell'ospedale Santa Verdiana: «Non avrà un Pronto soccorso e non potrà gestire le emergenze sanitarie». La presenza medica, aggiunge, non sarebbe inoltre garantita fisicamente 24 ore su 24.

Particolare attenzione viene posta anche sulla gestione delle eventuali emergenze che dovessero verificarsi tra i pazienti ricoverati. Nelle ore notturne e nei giorni festivi, secondo quanto evidenziato dalla consigliera, si dovrebbe fare riferimento alla continuità assistenziale attraverso il 116117, mentre per le emergenze vere e proprie sarebbe necessario attivare il 112 e trasferire il paziente in un ospedale per acuti.

«Anche i pazienti ricoverati nel nuovo Ospedale di Comunità, qualora dovessero subire un aggravamento improvviso, continueranno a dipendere dai mezzi di soccorso, dai tempi di percorrenza e dalla capacità di risposta dell'ospedale San Giuseppe»,
sostiene Giglioli, facendo riferimento alla struttura ospedaliera di Empoli.

Nel mirino della Lega finiscono anche gli altri interventi annunciati per il Santa Verdiana, a partire dal centro dedicato ai disturbi del comportamento alimentare. I lavori interni, sottolinea Giglioli, devono ancora essere accompagnati da un cronoprogramma vincolante, da una data certa di apertura e da indicazioni precise sul piano delle assunzioni. Il centro dovrebbe disporre di dieci posti, ma secondo la capogruppo «non è ancora chiaro quando potranno realmente accogliere i pazienti».

Ancora più incerta, sempre secondo la consigliera, sarebbe la situazione dell'hospice, per il quale sono stati annunciati otto posti letto. Giglioli contesta in particolare l'assenza, a suo giudizio, di un finanziamento autonomo e immediatamente disponibile destinato alla realizzazione della struttura.

«I tredici milioni richiamati nelle dichiarazioni pubbliche risultano inseriti in un programma pluriennale, con erogazioni previste dal 2026 fino al 2033», afferma la capogruppo, spiegando che tali risorse sarebbero destinate principalmente all'adeguamento sismico, alla riqualificazione funzionale e alle finiture della parte vecchia del Santa Verdiana.

Per Giglioli, dunque, restano da chiarire diversi aspetti: dalla copertura finanziaria specifica per l'hospice al progetto esecutivo, fino ai tempi di realizzazione e alla data di apertura. Anche l'ipotesi di un'anticipazione delle risorse statali da parte della Regione, osserva, rappresenterebbe la conferma che i tempi potrebbero essere ancora lunghi.

La conclusione della Lega è quindi fortemente critica. «Questa è la fotografia reale, al di là delle passerelle e delle celebrazioni», afferma Giglioli: dopo tredici anni, Castelfiorentino avrebbe ottenuto venti posti di cure intermedie, senza Pronto soccorso e senza una presenza medica continuativa 24 ore su 24, mentre il centro per i disturbi alimentari e l'hospice resterebbero ancora senza tempi certi.

«Per il rispetto verso i cittadini e degli operatori sanitari
– conclude la capogruppo – non possono essere presentati come la rinascita dell'ospedale Santa Verdiana».

E proprio sul significato politico delle celebrazioni si concentra l'ultima stoccata di Giglioli: «Dopo tredici anni di attesa, festeggiare lo standard di base come se fosse un risultato straordinario restituisce perfettamente la fotografia della sanità gestita in Toscana: molte dichiarazioni, qualche inaugurazione e ancora troppe risposte rinviate al futuro».