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Secondo giorno di occupazione al Virgilio: dalla Palestina al diritto di partecipare, gli studenti si riprendono la scuola

03-11-2026 17:51 - Cronaca
Prosegue l’occupazione del Liceo Virgilio di Empoli. Nella seconda giornata, gli studenti hanno dato spazio al confronto sulla situazione in Palestina, ospitando l’attivista Ottavia Viti, e aperto una riflessione sul ruolo dell’educazione civica e sulla partecipazione studentesca. Tra testimonianze, dibattiti e nuove iniziative in programma, l’obiettivo resta quello di trasformare la scuola in un luogo di confronto, consapevolezza e protagonismo. Ecco il racconto della giornata attraverso il diario di bordo degli studenti.



Il secondo giorno di occupazione al Virgilio si è aperto con un momento di ascolto e confronto dedicato alla Palestina: Storie dalla Palestina.
Abbiamo avuto il piacere di ospitare Ottavia Viti, attivista del territorio empolese e della Valdelsa, che ha condiviso con noi la propria esperienza di viaggio in Palestina. Non una lezione, non un intervento legato a ruoli o appartenenze, ma una testimonianza personale, fatta di esperienze vissute, incontri e riflessioni. Un racconto che ci ha permesso di avvicinarci a una realtà spesso raccontata attraverso numeri, notizie e immagini, ma che troppo spesso dimentica le storie delle persone.

Dopo il suo intervento si è aperto un dibattito partecipato: abbiamo avuto modo di esprimere dubbi, riflessioni e opinioni, confrontandoci anche su posizioni differenti. È stato un momento importante, perché crediamo che non si possa rimanere indifferenti davanti a ciò che accade in Palestina e nel resto del mondo. Pensiamo che la scuola debba essere anche questo: un luogo in cui sviluppare una coscienza critica, imparare a riconoscere le ingiustizie e trovare il coraggio di parlarne.

Ma la giornata non si è fermata qui. A partire dal confronto sulla Palestina, il dibattito si è allargato a un tema che ci riguarda direttamente: l'educazione civica e il ruolo che dovrebbe avere nella nostra formazione.

È emersa una richiesta condivisa: vogliamo più spazio per l'educazione civica, ma soprattutto vogliamo poter partecipare alla scelta degli argomenti da affrontare. Non ci basta studiare la cittadinanza sui libri, vogliamo metterla in pratica. Vogliamo discutere di quello che succede nel mondo, di ciò che ci circonda e delle questioni che toccano direttamente la nostra vita.

Ed è proprio questo il senso della nostra occupazione.

La giornata di oggi è soltanto una delle tante occasioni di confronto che vogliamo costruire durante questa settimana. Nei prossimi giorni affronteremo temi come la scuola, i diritti degli studenti, i tagli all'istruzione, l'educazione sessuo-affettiva, la comunicazione e molto altro. Vogliamo che ogni giornata sia un'opportunità per conoscere, discutere e imparare qualcosa di nuovo, anche al di fuori delle lezioni tradizionali.

Ci teniamo anche a chiarire una cosa, soprattutto dopo le accuse che ci sono state rivolte: non siamo qui per prenderci una settimana di vacanza.

Siamo qui perché sentiamo il bisogno di riappropriarci della nostra scuola, dei suoi spazi e del significato che questi dovrebbero avere. Vogliamo che il Virgilio torni a essere un luogo vissuto, condiviso, in cui ci sia spazio per la partecipazione e per la costruzione di idee collettive.
Per noi occupare significa proprio questo: trasformare la scuola in uno spazio vivo, dove gli studenti non siano soltanto destinatari di un'istruzione, ma protagonisti attivi della propria formazione. Significa fermarsi, dedicare tempo a questioni che sentiamo vicine, affrontare argomenti che spesso non trovano abbastanza spazio durante le normali lezioni e, soprattutto, imparare ad ascoltare. Anche chi la pensa diversamente da noi.

Abbiamo deciso di raccontare ogni giorno quello che succede attraverso questo diario di bordo perché non vogliamo che l'occupazione rimanga qualcosa di chiuso tra le mura della scuola. Vogliamo condividere con l'esterno le attività, i dibattiti, le iniziative e le motivazioni che ci hanno portato a questa mobilitazione.

Perché la scuola non dovrebbe essere soltanto un luogo in cui impariamo ciò che qualcun altro ha scelto per noi. Dovrebbe essere anche un luogo in cui impariamo a pensare autonomamente, a fare domande, a confrontarci, a scegliere e a prendere posizione.
Oggi abbiamo parlato di Palestina. Abbiamo discusso di educazione civica, di partecipazione e del ruolo che vogliamo avere nella nostra scuola. Nei prossimi giorni parleremo di molto altro.
Ma il filo conduttore resterà sempre lo stesso: la volontà di costruire una scuola in cui la nostra voce venga ascoltata, in cui le nostre idee abbiano spazio e in cui sentirsi studenti significhi anche sentirsi parte attiva di una comunità.
Il secondo giorno è finito. La nostra settimana è appena cominciata.
Gli studenti del liceo Virgilio in occupazione