Seggio chiuso prima dell’orario: scatta la protesta di una rappresentante di lista
21-03-2026 21:26 - Politica
Un pomeriggio che avrebbe dovuto essere dedicato alle operazioni preparatorie del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo si è trasformato, invece, in un caso destinato a far discutere. Una piccola incomprensione sugli orari di apertura dei seggi rischia infatti di sfociare in una denuncia formale.
A raccontare l’episodio è Patrizia Catucci, rappresentante di lista designata dal Movimento Cinque Stelle, residente a Monsummano Terme. La donna, nel pomeriggio di sabato, si è presentata presso uno dei seggi allestiti all’interno della scuola di via Adda, nell’Empolese, trovandolo però già chiuso e sigillato, con le operazioni preliminari concluse.
«Nei giorni scorsi abbiamo fatto un incontro online con i responsabili regionali che ci hanno consigliato di metterci in contatto con i Comuni designati per avere conferma dell’indirizzo della sezione di appartenenza e dell’orario di apertura dei seggi e delle operazioni preparatorie», spiega Catucci.
È proprio sugli orari che nasce l’equivoco. «Il nostro referente regionale ci ha detto le 15, le istruzioni ministeriali indicano le 16 – racconta – ed è per questo che sabato mattina ho chiamato il Comune di Empoli per avere conferma. La persona che mi ha risposto non aveva informazioni in merito. Mi ha richiamata poco dopo comunicandomi le 16».
Convinta di attenersi alle indicazioni corrette, la rappresentante di lista si presenta quindi al seggio all’orario indicato. «Ho trovato i due agenti della polizia che mi hanno informato che la sezione alla quale ero stata destinata aveva già effettuato le operazioni ed era stata chiusa e sigillata, per essere riaperta la domenica mattina per il voto. Nella stessa scuola c’erano ancora un altro paio di sezioni aperte, ma erano ormai alla conclusione delle operazioni. Segno che avevano cominciato tutti molto prima delle 16».
A quel punto, la donna contatta telefonicamente l’ufficio elettorale. «Ho protestato, perché avevo il diritto di assistere a quelle operazioni. Ma la persona che mi ha risposto, presentandosi come responsabile del servizio, mi ha detto in malo modo che l’appuntamento alle sezioni era alle 15. Quando ho fatto notare che le istruzioni ministeriali, oltre a quanto comunicatomi dal Comune, indicavano le 16, mi è stato risposto che “a Empoli facciamo così”».
Una risposta che non ha placato le polemiche. Catucci si è infatti rivolta ai carabinieri per segnalare l’accaduto e chiedere la verifica degli orari. Ma non solo: la rappresentante di lista ha annunciato l’intenzione di formalizzare una segnalazione tramite Pec al Comune e alla Prefettura, ritenendo di essere stata privata di un proprio diritto durante una fase delicata del processo elettorale.
A raccontare l’episodio è Patrizia Catucci, rappresentante di lista designata dal Movimento Cinque Stelle, residente a Monsummano Terme. La donna, nel pomeriggio di sabato, si è presentata presso uno dei seggi allestiti all’interno della scuola di via Adda, nell’Empolese, trovandolo però già chiuso e sigillato, con le operazioni preliminari concluse.
«Nei giorni scorsi abbiamo fatto un incontro online con i responsabili regionali che ci hanno consigliato di metterci in contatto con i Comuni designati per avere conferma dell’indirizzo della sezione di appartenenza e dell’orario di apertura dei seggi e delle operazioni preparatorie», spiega Catucci.
È proprio sugli orari che nasce l’equivoco. «Il nostro referente regionale ci ha detto le 15, le istruzioni ministeriali indicano le 16 – racconta – ed è per questo che sabato mattina ho chiamato il Comune di Empoli per avere conferma. La persona che mi ha risposto non aveva informazioni in merito. Mi ha richiamata poco dopo comunicandomi le 16».
Convinta di attenersi alle indicazioni corrette, la rappresentante di lista si presenta quindi al seggio all’orario indicato. «Ho trovato i due agenti della polizia che mi hanno informato che la sezione alla quale ero stata destinata aveva già effettuato le operazioni ed era stata chiusa e sigillata, per essere riaperta la domenica mattina per il voto. Nella stessa scuola c’erano ancora un altro paio di sezioni aperte, ma erano ormai alla conclusione delle operazioni. Segno che avevano cominciato tutti molto prima delle 16».
A quel punto, la donna contatta telefonicamente l’ufficio elettorale. «Ho protestato, perché avevo il diritto di assistere a quelle operazioni. Ma la persona che mi ha risposto, presentandosi come responsabile del servizio, mi ha detto in malo modo che l’appuntamento alle sezioni era alle 15. Quando ho fatto notare che le istruzioni ministeriali, oltre a quanto comunicatomi dal Comune, indicavano le 16, mi è stato risposto che “a Empoli facciamo così”».
Una risposta che non ha placato le polemiche. Catucci si è infatti rivolta ai carabinieri per segnalare l’accaduto e chiedere la verifica degli orari. Ma non solo: la rappresentante di lista ha annunciato l’intenzione di formalizzare una segnalazione tramite Pec al Comune e alla Prefettura, ritenendo di essere stata privata di un proprio diritto durante una fase delicata del processo elettorale.






