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Serata emozionante nel ricordo dei castellani che nascosero Wiktor Szoltysek

10-09-2026 16:21 - Circondiario
Una cerimonia commovente, a tratti toccante, ha accompagnato ieri pomeriggio al Ridotto il conferimento dell'onorificenza "Pro Bono Poloniae" ai familiari dei castellani che nel giugno 1944, ponendo a rischio la propria incolumità, nascosero nel sottotetto di un Mulino il soldato polacco Wiktor Szoltysek, arruolato suo malgrado nell'esercito tedesco (conseguenza dell'occupazione della Polonia, nel settembre 1939), che aveva deciso di disertare.

Una storia, quella di Wiktor, emblematica e altamente rappresentativa di un fenomeno più ampio, ricostruita in modo puntuale grazie a un diario di guerra conservato con amore dai figli Jan e Henryk, che stanno realizzando sulla storia del padre anche un videodocumentario. Le testimonianze raccolte nel video, di cui è stata data anticipazione ieri sera con la proiezione di un trailer, sono tutte di cittadini castellani, alcuni dei quali testimoni oculari di tutta la vicenda

Alla cerimonia – condotta dal tenente colonnello Gabriela Ochab - erano presenti, a sottolineare la solennità dell'evento, l'ambasciatore polacco Ryszard Schnepf, il ministro polacco Lech Parell (Capo dell`Ufficio per i Reduci di Guerra e le Vittime di Persecuzioni della Repubblica di Polonia) il Console onorario di Polonia a Firenze, Stefano Barlacchi, oltre ad altre personalità che facevano parte della delegazione

Come si ricorderà, il momento che segnò una svolta nel destino di Wiktor si verificò a Castelfiorentino il 26 giugno 1944, quando incontrò tre giovani castellani (età tra i 20 e i 24 anni): Alighiero Casamonti, Sergio Giorli e Luciano Martini. Questi ultimi condussero Wiktor in un complesso colonico situato nei pressi del Castello di Oliveto. Giunto a destinazione, Wiktor venne accolto e protetto senza alcuna esitazione (nonostante i grossi rischi che correvano, nascondendo un disertore) dalle famiglie Bartalucci, Giorli, Casamonti. A tutti i componenti fu naturalmente imposto un rigoroso silenzio.

L'onorificenza "Pro Bono Poloniae" è stata pertanto conferita – oltre alla Sindaca, Francesca Giannì – ai testimoni oculari e ai familiari di tutta la vicenda: Maria Pia Giorli (figlia di Sestilio Giorli, l'onorificenza è stata ritirata dal nipote Marco Giachetti), Roberta Giorli (figlia di Sestilio Giorli, testimone oculare), Ameris Giorli (figlia di Adelindo Giorli, testimone oculare), Roberta Casamonti (figlia di Alighiero Casamonti), Eleonora Bartalucci (deceduta il 15 agosto u.s., ha ritirato l'onorificenza la figlia Laura Voli), Paolo Martini (figlio di Luciano Martini), Roberto Giorli (figlio di Sergio Giorli). E' stata inoltre assegnata la medaglia "Pro Patria" ai figli di Wiktor, Jan e Henryk.

E' inoltre intervenuto il ministro Lech Parell, che ha sottolineato l'importanza della vicenda personale di Wiktor inquadrandola nel tema più ampio del contributo dell'armata polacca alla lotta di liberazione.

Al termine, la Sindaca Giannì ha conferito ai familiari una pergamena alla memoria di Pietro Bartalucci (consegnata a Laura Voli), Alighiero Casamonti (consegnata a Roberta Casamonti), Adelindo Giorli (consegnata ad Ameris Giorli) Sergio Giorli (consegnata a Roberto Giorli) Sestilio Giorli (consegnata a Roberta Giorli) Luciano Martini (consegnata a Paolo Martini) e infine ai due figli di Wiktor, Jan e Henryk

"Il 26 giugno 1944 – sottolinea la Sindaca Francesca Giannì – Castelfiorentino stava vivendo un momento di forte tensione, per alcuni conflitti a fuoco che si erano verificati tra i partigiani e i tedeschi, con morti e una rappresaglia che aveva portato all'impiccagione di un giovane innocente, Aladino Bartaloni. In quel frangente, nascondere un disertore dell'esercito tedesco era pertanto estremamente pericoloso. Tuttavia, sia i giovani che incontrarono Wiktor che le loro famiglie non ebbero esitazioni. Lo nascosero, lo nutrirono e lo protessero fino alla liberazione di Castelfiorentino, anche se di fatto Wiktor vi rimase fino alla fine di agosto".

In seguito, Wiktor Szoltysek sarebbe tornato a combattere, questa volta contro i tedeschi, arruolato nella Divisione Fucilieri dei Carpazi, l'armata polacca inquadrata sotto il comando dell'8° Armata britannica che aveva già combattuto con coraggio nella sanguinosa battaglia di Montecassino e che avrebbe collaborato all'assalto finale sulla Linea Gotica. La storia di Wiktor è stata pubblicata recentemente dai figli Jan e Henryk ("On both sides of the front. Journal of a silesian soldier 1943-1947") di cui esiste in commercio anche una breve edizione italiana, interamente dedicata alla sua permanenza a Castelfiorentino.

Fonte: Ufficio stampa