Sicurezza sul lavoro, da obbligo a cultura condivisa: il confronto tra imprese a Empoli
22-04-2026 19:05 - Cronaca
In un contesto lavorativo sempre più dinamico e complesso, la sicurezza non può più essere relegata a semplice adempimento normativo, ma deve trasformarsi in un valore culturale radicato e condiviso. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Educare alla Sicurezza: Imprese, Persone e Territorio”, ospitato nella sede di Enegan Spa e promosso dal presidio territoriale Empolese Valdelsa di Confindustria Toscana Centro e Costa.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di avvicinamento alla Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro del 28 aprile, offrendo un’occasione di confronto tra imprese ed esperti sulle buone pratiche e sulle strategie per rafforzare la cultura della prevenzione.
A coordinare i lavori è stato Silvio Marano, vice coordinatore del presidio territoriale, che ha sottolineato come il rispetto delle norme, da solo, non sia sufficiente a prevenire gli infortuni. «La sicurezza è soprattutto una questione culturale – ha spiegato –: non si esaurisce nei manuali o nei corsi, ma si misura nei comportamenti quotidiani delle persone».
Sulla stessa linea Barbara Antonini, coordinatrice del presidio Empolese-Valdelsa, che ha ribadito il ruolo centrale della sicurezza nello sviluppo delle imprese del territorio. «Non è un costo né un obbligo burocratico, ma il fondamento di una crescita sostenibile e rispettosa della persona», ha affermato, evidenziando come dietro ogni investimento in formazione e innovazione ci sia una precisa responsabilità etica: la tutela della vita umana.
Ad ospitare l’evento è stata Enegan, azienda che da tempo investe in percorsi di formazione e sensibilizzazione sul tema. Il vicepresidente Gianni Acciai ha parlato di una priorità «non negoziabile», sottolineando l’impegno quotidiano nel costruire consapevolezza tra i dipendenti. «È dalle persone che parte ogni cambiamento», ha ricordato.
Un concetto ripreso anche dal direttore generale Walter Bucelli, che ha evidenziato come la sicurezza dipenda in larga parte dai comportamenti individuali. «La vera sfida per le aziende è diffondere cultura e consapevolezza per ridurre al minimo ogni rischio, sia individuale che collettivo», ha spiegato.
Il confronto ha visto la partecipazione di numerosi esperti e rappresentanti del mondo produttivo e istituzionale, tra cui esponenti del sistema sanitario, dell’Università di Firenze e di importanti realtà industriali. Un dialogo che ha messo in luce come la costruzione di ambienti di lavoro sicuri passi sempre più attraverso un approccio integrato, capace di coinvolgere imprese, lavoratori e territorio.
L’incontro si chiude così con una consapevolezza condivisa: la sicurezza non è solo una regola da rispettare, ma un valore da costruire ogni giorno, insieme.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di avvicinamento alla Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro del 28 aprile, offrendo un’occasione di confronto tra imprese ed esperti sulle buone pratiche e sulle strategie per rafforzare la cultura della prevenzione.
A coordinare i lavori è stato Silvio Marano, vice coordinatore del presidio territoriale, che ha sottolineato come il rispetto delle norme, da solo, non sia sufficiente a prevenire gli infortuni. «La sicurezza è soprattutto una questione culturale – ha spiegato –: non si esaurisce nei manuali o nei corsi, ma si misura nei comportamenti quotidiani delle persone».
Sulla stessa linea Barbara Antonini, coordinatrice del presidio Empolese-Valdelsa, che ha ribadito il ruolo centrale della sicurezza nello sviluppo delle imprese del territorio. «Non è un costo né un obbligo burocratico, ma il fondamento di una crescita sostenibile e rispettosa della persona», ha affermato, evidenziando come dietro ogni investimento in formazione e innovazione ci sia una precisa responsabilità etica: la tutela della vita umana.
Ad ospitare l’evento è stata Enegan, azienda che da tempo investe in percorsi di formazione e sensibilizzazione sul tema. Il vicepresidente Gianni Acciai ha parlato di una priorità «non negoziabile», sottolineando l’impegno quotidiano nel costruire consapevolezza tra i dipendenti. «È dalle persone che parte ogni cambiamento», ha ricordato.
Un concetto ripreso anche dal direttore generale Walter Bucelli, che ha evidenziato come la sicurezza dipenda in larga parte dai comportamenti individuali. «La vera sfida per le aziende è diffondere cultura e consapevolezza per ridurre al minimo ogni rischio, sia individuale che collettivo», ha spiegato.
Il confronto ha visto la partecipazione di numerosi esperti e rappresentanti del mondo produttivo e istituzionale, tra cui esponenti del sistema sanitario, dell’Università di Firenze e di importanti realtà industriali. Un dialogo che ha messo in luce come la costruzione di ambienti di lavoro sicuri passi sempre più attraverso un approccio integrato, capace di coinvolgere imprese, lavoratori e territorio.
L’incontro si chiude così con una consapevolezza condivisa: la sicurezza non è solo una regola da rispettare, ma un valore da costruire ogni giorno, insieme.






