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Sicurezza sul lavoro, primato europeo per Livith: da Montespertoli la prima certificazione secondo la nuova norma anticaduta

22-10-2026 12:14 - Cronaca
Un traguardo europeo nella sicurezza sul lavoro porta la firma di un'azienda del territorio. Livith S.p.A., con sede a Montespertoli, è la prima impresa in Europa a ottenere la marcatura CE per un dispositivo di ancoraggio permanente anticaduta secondo la nuova norma europea EN 17235. Il riconoscimento riguarda Rigid, il sistema progettato per essere installato sotto le tegole delle coperture, e il relativo certificato di conformità è stato rilasciato da TÜV il 20 ottobre.

Un risultato raggiunto con largo anticipo rispetto alla scadenza del 9 agosto 2027, data dalla quale il nuovo standard diventerà obbligatorio per i produttori europei del settore. Per l'azienda toscana si tratta di un passaggio significativo, che conferma il ruolo dell'innovazione tecnologica nella prevenzione degli infortuni durante i lavori in quota.

Il risultato assume un significato particolare in una settimana dedicata proprio alla prevenzione, quella europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, in programma dal 19 al 24 ottobre. Un'occasione per riportare l'attenzione su un problema che continua a rappresentare una delle principali emergenze del mondo del lavoro.

Secondo il rapporto Inail 2025 basato sui dati del sistema Infor.MO e relativo al decennio 2013-2022, le cadute dall'alto o in profondità sono la prima causa di infortunio mortale, con un'incidenza del 30,8%. Quasi la metà di questi decessi, il 49,9%, riguarda il settore delle costruzioni. Tetti e coperture sono tra gli scenari più esposti al rischio.

È proprio in questo ambito che opera Livith, nata nel 2014 dall'iniziativa di un gruppo di giovani imprenditori e ingegneri. L'azienda progetta, produce e distribuisce sistemi per la protezione di chi lavora in altezza e in ambienti confinati, dalle linee vita agli ancoraggi, fino a parapetti, scale e passerelle.

Il dispositivo che ha ottenuto la certificazione è realizzato in acciaio inox AISI 316 ed è destinato all'utilizzo da parte di un singolo operatore. La sua caratteristica è la possibilità di integrarlo nel manto di copertura, sotto le tegole, riducendo l'impatto visivo dell'installazione senza rinunciare alla funzione di protezione.

Per arrivare alla marcatura CE, Rigid è stato sottoposto a diverse serie di prove e verifiche, comprese configurazioni specifiche su strutture in legno rappresentative delle tipologie costruttive più diffuse in Italia. I test hanno confermato la conformità del dispositivo ai requisiti previsti dalla nuova normativa.

La scelta di partire da un sistema sottotegola non è casuale: si tratta di una soluzione storicamente importante per il mercato italiano degli ancoraggi permanenti, sviluppatosi anche grazie alle norme regionali che, negli anni, hanno introdotto requisiti per la sicurezza delle coperture.

La EN 17235 è destinata a segnare un cambiamento nel settore dei dispositivi anticaduta permanenti. Finora, infatti, il quadro normativo è stato caratterizzato da differenze tra i vari Paesi e dall'assenza di criteri pienamente uniformi per la certificazione degli ancoraggi installati stabilmente sugli edifici.

Con l'armonizzazione europea dello standard, avvenuta nel febbraio 2026 secondo quanto comunicato dall'azienda, si punta a introdurre requisiti condivisi e verifiche indipendenti, così da garantire criteri comuni per i prodotti destinati alla sicurezza dei lavoratori.

Il percorso normativo coinvolge direttamente anche l'Italia, dove la diffusione delle linee vita e degli ancoraggi permanenti è particolarmente significativa. La Toscana, in particolare, è stata la prima regione a introdurre nel 2005 una regolamentazione specifica sulla sicurezza delle coperture. Negli anni successivi, numerose altre regioni hanno adottato disposizioni analoghe.

Attorno a queste esigenze si è sviluppata una filiera di produttori, installatori e professionisti che, secondo le stime degli operatori del settore, raggiunge un valore complessivo vicino al miliardo di euro.

Il primato sulla marcatura CE non è l'unico risultato rivendicato dall'impresa di Montespertoli. Livith dichiara infatti di essere l'unica azienda europea produttrice di dispositivi di ancoraggio ad aver certificato il proprio laboratorio secondo la norma UNI CEI ISO/IEC 17025, standard di riferimento per la competenza dei laboratori di prova e taratura.

Il riconoscimento arriva al termine di un percorso durato due anni, durante il quale l'azienda ha affrontato verifiche e controlli rigorosi. Un investimento che punta a rafforzare le competenze interne e la capacità di testare e sviluppare prodotti destinati alla protezione dei lavoratori.

«Con la EN 17235 nasce un quadro della sicurezza in quota regolato per la prima volta da criteri armonizzati per tutti i Paesi Ue, dando il via a un vero e proprio mercato europeo del settore», sottolinea Giacomo Di Furia, chairman di Livith. «Siamo orgogliosi di essere i primi in Europa a raggiungere questo traguardo e non sarebbe stato possibile senza la continua volontà di innovare che caratterizza la nostra squadra».

Di Furia evidenzia inoltre il valore della formazione e delle competenze, insieme all'attenzione per la responsabilità sociale d'impresa. L'obiettivo dichiarato è estendere nei prossimi mesi la certificazione CE a tutti i prodotti dell'azienda.

Livith è oggi il cuore di un gruppo che riunisce sette imprese con sedi in Italia, Spagna e Romania, oltre 120 collaboratori e un fatturato consolidato di circa 22 milioni di euro. Nel 2025 ha inoltre ottenuto la certificazione per la parità di genere.

Dal territorio di Montespertoli arriva così un risultato industriale che guarda al mercato europeo, ma che richiama soprattutto una priorità concreta: rendere più sicuro il lavoro in quota, attraverso dispositivi affidabili, controlli rigorosi e standard condivisi. Perché dietro una certificazione e un'innovazione tecnologica c'è una sfida che riguarda direttamente la vita delle persone.