Studenti in piazza contro la presenza dell'Ice in Italia
10-02-2026 07:57 - Cronaca
Il 14 febbraio 2026, la città di Empoli sarà testimone di una manifestazione organizzata dagli studenti che, uniti dalla stessa indignazione, scenderanno in piazza per esprimere il loro dissenso contro la presenza dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement) ai Giochi Olimpici.
La protesta nasce dalla volontà di denunciare l'inaccettabilità di vedere un'organizzazione come l'ICE, conosciuta per le sue politiche di controllo delle frontiere e per la gestione repressiva dei flussi migratori, legittimata all'interno di un evento che, per tradizione, dovrebbe rappresentare l'unione tra i popoli. Gli studenti ritengono che la partecipazione dell'ICE ai Giochi sia un segno di una cultura della segregazione e della repressione che, purtroppo, si sta estendendo anche in Italia.
"Non possiamo accettare che una forza che si fonda sulla paura e sul controllo venga celebrata come simbolo di un evento che dovrebbe invece promuovere la pace e la solidarietà tra le nazioni", dichiarano i promotori della manifestazione. La presenza dell'ICE, infatti, non rappresenta lo spirito dello sport, ma alimenta un modello di politica migratoria che, secondo gli studenti, è già visibile nei riflessi delle misure adottate in Italia, come il Decreto Sicurezza.
La manifestazione si concentra anche sulle attuali problematiche legate alla gestione del dissenso e alla crescente repressione della libertà di espressione nel paese. In particolare, gli studenti esprimono preoccupazione per gli sgomberi dei centri sociali e per la violenta gestione delle proteste, citando l'esempio recente dei fatti accaduti a Torino.
Dettagli del corteo:
Ritrovo: Ore 08:30 in Via Bonistallo, davanti all'Istituto "Il Pontormo".
Arrivo: Ore 10:30 in Piazza della Vittoria.
Gli organizzatori invitano tutti gli studenti, i docenti e i cittadini sensibili a questi temi a unirsi alla manifestazione, sottolineando l'importanza di far sentire la propria voce contro il sistema che alimenta la paura e la repressione.
"La paura non ci ferma. La nostra voce non si censura", è lo slogan che accompagnerà il corteo e che sintetizza il messaggio centrale della protesta.
Con questo evento, gli studenti di Empoli vogliono sollecitare una riflessione sul futuro del paese e sull'importanza di mantenere viva la lotta per i diritti civili e la giustizia sociale.
La protesta nasce dalla volontà di denunciare l'inaccettabilità di vedere un'organizzazione come l'ICE, conosciuta per le sue politiche di controllo delle frontiere e per la gestione repressiva dei flussi migratori, legittimata all'interno di un evento che, per tradizione, dovrebbe rappresentare l'unione tra i popoli. Gli studenti ritengono che la partecipazione dell'ICE ai Giochi sia un segno di una cultura della segregazione e della repressione che, purtroppo, si sta estendendo anche in Italia.
"Non possiamo accettare che una forza che si fonda sulla paura e sul controllo venga celebrata come simbolo di un evento che dovrebbe invece promuovere la pace e la solidarietà tra le nazioni", dichiarano i promotori della manifestazione. La presenza dell'ICE, infatti, non rappresenta lo spirito dello sport, ma alimenta un modello di politica migratoria che, secondo gli studenti, è già visibile nei riflessi delle misure adottate in Italia, come il Decreto Sicurezza.
La manifestazione si concentra anche sulle attuali problematiche legate alla gestione del dissenso e alla crescente repressione della libertà di espressione nel paese. In particolare, gli studenti esprimono preoccupazione per gli sgomberi dei centri sociali e per la violenta gestione delle proteste, citando l'esempio recente dei fatti accaduti a Torino.
Dettagli del corteo:
Ritrovo: Ore 08:30 in Via Bonistallo, davanti all'Istituto "Il Pontormo".
Arrivo: Ore 10:30 in Piazza della Vittoria.
Gli organizzatori invitano tutti gli studenti, i docenti e i cittadini sensibili a questi temi a unirsi alla manifestazione, sottolineando l'importanza di far sentire la propria voce contro il sistema che alimenta la paura e la repressione.
"La paura non ci ferma. La nostra voce non si censura", è lo slogan che accompagnerà il corteo e che sintetizza il messaggio centrale della protesta.
Con questo evento, gli studenti di Empoli vogliono sollecitare una riflessione sul futuro del paese e sull'importanza di mantenere viva la lotta per i diritti civili e la giustizia sociale.






