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Taric 2026, ecco gli aumenti che pagheremo: conterà meno la superficie della casa e più il rifiuto prodotto

29-08-2026 16:00 - Primo piano
Nuove tariffe per il 2026, diversa distribuzione dei costi tra famiglie e attività e una componente variabile sempre più importante. Ecco cosa cambia per gli utenti dell’Empolese-Valdelsa con la nuova TARIC.

La tariffa dei rifiuti cambia. Dal 2026, per i Comuni dell'Empolese-Valdelsa compresi nell'ATS 1, entra in vigore la nuova articolazione della TARIC, la tariffa corrispettiva per la gestione dei rifiuti, approvata da ATO Toscana Centro con la Determina n. 165 del 30 luglio 2026 (la differenza con quanto pagato fino a ora sarà conguagliata nella prossima bolletta).

Il provvedimento stabilisce le tariffe unitarie per il nuovo periodo regolatorio 2026-2029 e definisce, per il 2026, il modo in cui il costo complessivo del servizio viene distribuito tra utenze domestiche e attività economiche.

La novità più evidente è che alle utenze domestiche viene attribuito il 52% sia della componente fissa sia di quella variabile, mentre il restante 48% viene attribuito alle utenze non domestiche.

Ma cosa significa, concretamente, per chi vive nell'Empolese-Valdelsa?

La tariffa cambia struttura. La TARIC è composta da una parte fissa, collegata principalmente alle caratteristiche dell'immobile, e da una parte variabile, legata alla quantità di rifiuto conferito.

Per il 2026 ATO ha modificato il peso complessivo attribuito alle utenze domestiche, portandolo al 52%.

Non significa, però, che ogni famiglia vedrà automaticamente una bolletta ridotta del 7% o aumentata di una determinata percentuale. Il 52% rappresenta infatti la quota del costo complessivo del servizio attribuita alle utenze domestiche, non la percentuale di aumento o diminuzione della singola bolletta. L'importo che ogni utente dovrà pagare dipenderà dai parametri della propria utenza e dalle modalità di applicazione della tariffa.

Quanto vale la parte fissa per le famiglie. Per le utenze domestiche dell'ATS 1, la componente fissa viene determinata in base alla superficie dell'abitazione e al numero di persone che compongono il nucleo familiare.

I valori unitari stabiliti per il 2026 sono:

ComponentiTariffa fissa 2026
1 persona0,72 €/m²
2 persone0,79 €/m²
3 persone0,85 €/m²
4 persone0,92 €/m²
5 persone0,98 €/m²
oltre 5 persone1,03 €/m²
A questa componente si aggiunge quella variabile, fissata per le utenze domestiche dell'ATS 1 in 1,27 euro per litro.

Questi valori sono le tariffe unitarie approvate dalla Determina: non corrispondono da soli all'importo finale della bolletta.

Più importante il comportamento dell'utente. È proprio la componente variabile a rappresentare uno degli aspetti più importanti della nuova articolazione. La TARIC, infatti, lega una parte del costo del servizio alla quantità di rifiuto conferito. Il principio è quello della tariffa corrispettiva: chi produce e conferisce più rifiuto residuo sostiene, attraverso la componente variabile, un costo maggiore. Per questo motivo il comportamento dell'utente diventa un elemento centrale. Ridurre la produzione di rifiuto residuo e differenziare correttamente significa incidere anche sulla componente della tariffa collegata ai conferimenti.
La nuova struttura rende quindi ancora più evidente il passaggio da un sistema basato soltanto sulle caratteristiche dell'utenza a un modello nel quale assume un peso maggiore l'utilizzo effettivo del servizio.

E per le attività economiche? La modifica riguarda anche le utenze non domestiche. La Determina stabilisce infatti specifiche tariffe per 34 categorie di attività, con valori diversi a seconda della tipologia di produzione dei rifiuti.
Per la componente variabile, ad esempio, nell'ATS 1 si va da 0,64 euro/litro per musei, biblioteche, scuole, associazioni e luoghi di culto fino a 17,69 euro/litro per i banchi di mercato di generi alimentari. Per alcune categorie particolarmente presenti nei centri urbani, i valori sono:
  • ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, mense, pub e birrerie: 10,88 €/litro;
  • bar, caffè e pasticcerie: 7,87 €/litro;
  • ortofrutta, pescherie, fiori e piante e pizza al taglio: 12,52 €/litro.
Anche in questo caso si tratta di valori unitari, che non consentono da soli di stabilire quale sarà l'importo della fattura di una singola attività.

Cambia anche la distribuzione del costo.
Il passaggio al 52% per le utenze domestiche ha una conseguenza precisa: il 48% del costo complessivo viene attribuito alle utenze non domestiche. È una diversa distribuzione del costo tra famiglie e attività economiche. Il provvedimento non stabilisce quindi semplicemente un aumento generalizzato della tariffa, ma modifica anche il modo in cui il costo complessivo viene ripartito tra le diverse categorie di utenti.
È uno degli aspetti che avrà maggiore rilevanza nel confronto tra la TARIC 2025 e quella 2026.

I coefficienti: per ora restano quelli del 2023.
Un'altra informazione importante contenuta nella Determina riguarda i coefficienti utilizzati per costruire la tariffa. Per l'ATS 1, ATO conferma per il 2026 i coefficienti Ka e Kc già utilizzati nel 2023
(I coefficienti Ka e Kc servono a calcolare la parte fissa della tariffa delle utenze domestiche. In termini semplici, cercano di stimare quanto “pesa” una famiglia sul servizio rifiuti, tenendo conto soprattutto del numero di componenti del nucleo familiare. Ka è il coefficiente legato alla superficie dell'abitazione e viene utilizzato per determinare la componente fissa. Kc è il coefficiente che contribuisce a determinare la parte variabile della tariffa per le utenze domestiche, in relazione alla composizione dell'utenza. La logica è quindi questa: casa più grande + nucleo familiare diverso = parametri diversi per il calcolo della tariffa. Nel caso specifico dell'ATS 1, la Determina 165 stabilisce che per il 2026 vengano mantenuti i coefficienti Ka e Kc già utilizzati nel 2023. La ragione indicata da ATO è che i dati raccolti dall'introduzione della TARIC non sono ancora ritenuti sufficienti per costruire una nuova parametrizzazione presuntiva stabile e rappresentativa. La motivazione indicata dall'Autorità è che i dati raccolti dall'introduzione della tariffa corrispettiva non sarebbero ancora sufficienti per definire una nuova parametrizzazione presuntiva ritenuta rappresentativa nel tempo).
Per il cittadino è un dettaglio tecnico, ma significativo: la tariffa 2026 non nasce semplicemente applicando una percentuale alla tariffa dell'anno precedente. È il risultato dell'applicazione di una nuova struttura tariffaria, dei coefficienti e dei parametri stabiliti dal provvedimento.

Oltre 3,5 milioni di euro di premialità.
La nuova tariffa prevede anche risorse destinate alle premialità. Per l'ATS 1 sono complessivamente 3.505.927 euro, dei quali:

  • 2.804.742 euro per le utenze domestiche;
  • 701.185 euro per le utenze non domestiche.
Si tratta di risorse destinate alle riduzioni previste dal sistema tariffario, secondo le modalità stabilite dal regolamento.
Anche questo è un elemento da considerare quando si passa dalle tariffe unitarie all'importo effettivo che comparirà sulla bolletta.

Una voce separata per i servizi fuori perimetro. La Determina prevede inoltre che i costi relativi ai cosiddetti servizi fuori perimetro regolatorio siano evidenziati separatamente nei documenti di riscossione.

Per i Comuni dell'ATS 1 la tabella riporta valori diversi. Per esempio, per Montespertoli il valore indicato è di 1,17 euro per utenza all'anno. Questa voce non deve essere confusa con la tariffa unitaria del servizio rifiuti: si tratta di una componente distinta.

(l perimetro regolatorio è, semplificando, l'insieme delle attività del servizio rifiuti che rientrano nella regolazione tariffaria di ARERA. Esistono però alcune attività o prestazioni che non rientrano in questo perimetro. Sono quelle che nella documentazione vengono indicate come “servizi fuori perimetro regolatorio”. La Determina 165 prevede che i relativi importi siano evidenziati separatamente nei documenti di riscossione, cioè nella bolletta).

Quanto vale complessivamente la TARIC dell'ATS 1. Per il 2026 le entrate tariffarie complessive previste per l'ATS 1 ammontano a 116.194.662 euro. Per Empoli la quota indicata nella Determina è dell'11,48%, corrispondente a 13.342.845 euro. Il dato rappresenta la quota attribuita al Comune nell'ambito della ripartizione delle entrate tariffarie e non equivale all'importo che i cittadini di Empoli pagheranno complessivamente attraverso le proprie bollette.

Cosa deve aspettarsi, quindi, un cittadino? La risposta dipende dalla singola utenza. La Determina 165 stabilisce infatti le tariffe unitarie e la struttura del sistema, ma l'importo finale dipende dalle caratteristiche dell'utenza, dai quantitativi di rifiuto rilevati e dalle eventuali riduzioni e premialità applicabili. Per una famiglia dell'Empolese-Valdelsa, però, le novità fondamentali sono chiare:

la parte fissa viene calcolata sulla superficie e sul numero dei componenti; la parte variabile è fissata a 1,27 euro/litro; alle utenze domestiche viene attribuito il 52% del costo complessivo; e sono previste specifiche premialità. La novità più importante, dunque, non è soltanto il valore delle singole tariffe, ma il diverso equilibrio tra le componenti che formano la bolletta.
E sarà proprio il confronto con il sistema precedente a permettere di capire, caso per caso, chi pagherà di più, chi pagherà di meno e quanto incideranno effettivamente le nuove regole sulla bolletta dei cittadini dell'Empolese-Valdelsa.