Tiziana Ballarin, una donna alla guida del Borgo pontormese
27-06-2026 16:20 - Le interviste di Clebs.it
L’associazione Borgo pontormese ha voltato pagina. Il tradizionale programma del luglio che inizierà venerdì 3 e culminerà col volo del becco domenica 6 settembre è stato messo a punto da un nuovo consiglio direttivo. Dopo oltre un decennio di gestione Paolo Laschetti, al vertice c’è ora una donna. Si tratta di Tiziana Ballarin che, da vice-presidente del passato mandato, ha fatto il successivo scalino. Con lei nel nuovo direttivo che resterà in carica tre anni ci sono alcune novità: Andrea Gelli come vicepresidente, Sandro Vaglini segretario mentre nel ruolo di tesoriere e vice ci sono due consiglieri uscenti e riconfermati, Pier Luigi Poli e Mario Aposti.
Sento l’emozione e la responsabilità del ruolo - attacca Tiziana Ballarin – è un incarico che comporta più oneri che onori, l’impegno è tanto così come la responsabilità verso i soci, il paese e questa associazione che ha una sua storia ed è importante per il territorio. Il ruolo è quello di valorizzare le tradizioni locali, i personaggi pontormesi ed il volo del becco
Senza dimenticare che si parla di un borgo antichissimo. Basti pensare che del volo del becco c’è notizia già nel 780 e per i successivi mille anni
Sì, questo insediamento era presente sin dal tempo dei romani così come del volo si parla in un documento antichissimo conservato in parrocchia
Succedere a Paolo Laschetti è un altro bel peso
Paolo è stata una persona che ha fatto crescere il Borgo. Abbiamo fatto un cammino insieme lungo ed importante e questo mi dà responsabilità. Ora l’associazione deve essere portata avanti con persone nuove. Sono stata sua vice quando mi hanno chiesto di fare io la presidente ho accettato dopo averci pensato con attenzione. L’associazione è aperta a tutti e, quando c’è chi se la sente di prendersi le responsabilità, è sempre ben accetto
Qual è la prima cosa che hai pensato di fare da presidente?
Ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo iniziato ad imparare tante cose. E’ faticoso ma anche bello
In una frazione così antica c’è attaccamento alle tradizioni?
Sì. Diciamo che il poco ricambio generazionale dimostra che magari i giovani non lo sentono molto, ma in quelle più avanti con l’età questo senso di appartenenza c’è. Durante i giorni della festa ci sono tante persone che vengono. Magari più difficile il passaggio successivo, ovvero l’impegnarsi in prima persona con quello che comporta. E’ un impegno importante, un lavoro che va da gennaio a settembre e culmina col volo del becco
Che significato ha il volo?
Anticamente volava dalla torre del comune. Poi, quando questa fu abbattuta, siamo passati al campanile della chiesa come succede oggi. Allora il povero animale era vivo e si diceva che fosse beneaugurante per il raccolto che morisse con spargimento di sangue. Prima volava per il Corpus Domini e quindi in piena raccolta nei campi. Ora chiaramente vola di cartapesta ed è realizzato per noi dai ragazzi dell’istituto artistico che ringraziamo. Collaboriamo anche col Checchi di Fucecchio per gli abiti del corteo storico e sono rapporti a cui teniamo molto. Così come per noi è fondamentale il legame con la nostra parrocchia. Un po’ lo stesso schema che c’è a Empoli col volo del ciuco. Le collaborazioni ci consentono di non perdere le nostre radici
A Pontorme il senso di comunità si sente anche per ragioni storiche
Qui ci sentiamo pontormesi ed abbiamo avuto anche il sindaco, un concittadino nominato così per motivi goliardici. Ma è anche questo un piccolo segnale di quanto stavamo dicendo
Jacopo Carrucci è il vostro orgoglio?
Sì, in particolare le famosissime pale nella nostra chiesa. Dal diario del Pontormo si sa che lui le aveva fatte proprio per la sua chiesa e donate al popolo di Pontorme. Un legame stretto che c’è ancora oggi. Quando andiamo a giro e vediamo le sue opere è sempre motivo di orgoglio
E ora il luglio pontormese
Abbiamo allestito un programma per offrire alle persone serate di divertimento, quindi musica, karaoke e risate col vernacolo oltre alla cena dei soci. Ora speriamo che riscuota l’interesse del pubblico. Vi aspettiamo nel giardino dentro le mura a Pontorme dopo cena
Come sempre divertimento e tradizione, il borgo pontormese.
Sento l’emozione e la responsabilità del ruolo - attacca Tiziana Ballarin – è un incarico che comporta più oneri che onori, l’impegno è tanto così come la responsabilità verso i soci, il paese e questa associazione che ha una sua storia ed è importante per il territorio. Il ruolo è quello di valorizzare le tradizioni locali, i personaggi pontormesi ed il volo del becco
Senza dimenticare che si parla di un borgo antichissimo. Basti pensare che del volo del becco c’è notizia già nel 780 e per i successivi mille anni
Sì, questo insediamento era presente sin dal tempo dei romani così come del volo si parla in un documento antichissimo conservato in parrocchia
Succedere a Paolo Laschetti è un altro bel peso
Paolo è stata una persona che ha fatto crescere il Borgo. Abbiamo fatto un cammino insieme lungo ed importante e questo mi dà responsabilità. Ora l’associazione deve essere portata avanti con persone nuove. Sono stata sua vice quando mi hanno chiesto di fare io la presidente ho accettato dopo averci pensato con attenzione. L’associazione è aperta a tutti e, quando c’è chi se la sente di prendersi le responsabilità, è sempre ben accetto
Qual è la prima cosa che hai pensato di fare da presidente?
Ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo iniziato ad imparare tante cose. E’ faticoso ma anche bello
In una frazione così antica c’è attaccamento alle tradizioni?
Sì. Diciamo che il poco ricambio generazionale dimostra che magari i giovani non lo sentono molto, ma in quelle più avanti con l’età questo senso di appartenenza c’è. Durante i giorni della festa ci sono tante persone che vengono. Magari più difficile il passaggio successivo, ovvero l’impegnarsi in prima persona con quello che comporta. E’ un impegno importante, un lavoro che va da gennaio a settembre e culmina col volo del becco
Che significato ha il volo?
Anticamente volava dalla torre del comune. Poi, quando questa fu abbattuta, siamo passati al campanile della chiesa come succede oggi. Allora il povero animale era vivo e si diceva che fosse beneaugurante per il raccolto che morisse con spargimento di sangue. Prima volava per il Corpus Domini e quindi in piena raccolta nei campi. Ora chiaramente vola di cartapesta ed è realizzato per noi dai ragazzi dell’istituto artistico che ringraziamo. Collaboriamo anche col Checchi di Fucecchio per gli abiti del corteo storico e sono rapporti a cui teniamo molto. Così come per noi è fondamentale il legame con la nostra parrocchia. Un po’ lo stesso schema che c’è a Empoli col volo del ciuco. Le collaborazioni ci consentono di non perdere le nostre radici
A Pontorme il senso di comunità si sente anche per ragioni storiche
Qui ci sentiamo pontormesi ed abbiamo avuto anche il sindaco, un concittadino nominato così per motivi goliardici. Ma è anche questo un piccolo segnale di quanto stavamo dicendo
Jacopo Carrucci è il vostro orgoglio?
Sì, in particolare le famosissime pale nella nostra chiesa. Dal diario del Pontormo si sa che lui le aveva fatte proprio per la sua chiesa e donate al popolo di Pontorme. Un legame stretto che c’è ancora oggi. Quando andiamo a giro e vediamo le sue opere è sempre motivo di orgoglio
E ora il luglio pontormese
Abbiamo allestito un programma per offrire alle persone serate di divertimento, quindi musica, karaoke e risate col vernacolo oltre alla cena dei soci. Ora speriamo che riscuota l’interesse del pubblico. Vi aspettiamo nel giardino dentro le mura a Pontorme dopo cena
Come sempre divertimento e tradizione, il borgo pontormese.
Marco Mainardi






