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Toscana Rossa dopo la sentenza del Consiglio di Stato: “Responsabilità politica del centrosinistra sulla legge elettorale”

22-06-2026 15:17 - Politica
La sentenza n. 04950/2026 della Quinta Sezione del Consiglio di Stato chiude il ricorso presentato da Toscana Rossa, ma apre – secondo la coalizione – un fronte politico ancora più ampio sulla legge elettorale regionale.

A commentare l’esito è Antonella Bundu, già candidata Presidente per Toscana Rossa, che pur prendendo atto della decisione della magistratura amministrativa, sottolinea come il collegio abbia comunque riconosciuto “astrattamente plausibile” l’interpretazione sostenuta dalla lista. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che la normativa toscana esprima in modo chiaro la volontà di non attribuire alla lista i voti espressi esclusivamente per la candidata presidente, anche quando collegata a una sola lista.

Una lettura che, per Bundu e per i promotori del ricorso, lascia aperte forti criticità politiche e democratiche. “Questo aumenta la rabbia e la frustrazione di chi, durante lo spoglio, ha ritenuto assurdo che non bastasse una sola X, anche se apposta sul nome Bundu e non sul simbolo di Toscana Rossa”, si legge nella posizione della coalizione.

La linea è chiara: la battaglia non si ferma sul piano giudiziario. Toscana Rossa annuncia infatti che valuterà i prossimi passi insieme agli avvocati Puliti e Viciconte, ringraziati per il lavoro svolto, insieme a Stumpo e Palagi, co-firmatari del ricorso.

Sul piano politico, la critica si concentra soprattutto sul centrosinistra, accusato di non aver mai avviato una revisione della legge elettorale regionale. “Il Consiglio di Stato richiama la politica alle proprie responsabilità”, afferma Bundu, sostenendo che l’attuale sistema favorisca un bipolarismo rigido e riduca gli spazi di rappresentanza delle forze alternative.

Secondo Toscana Rossa, l’assenza di iniziative legislative da parte del centrosinistra rappresenterebbe una scelta politica precisa, che finirebbe per rafforzare un sistema poco rappresentativo e incapace di dare voce a una parte dell’elettorato che non si riconosce nei due poli principali.

Nel comunicato viene inoltre ricordato come Toscana Rossa sia stata l’unica lista a dover raccogliere le firme durante la fase elettorale estiva, e come nello stesso Consiglio regionale siedano forze politiche che, pur avendo ottenuto risultati inferiori, avrebbero beneficiato di regole elettorali considerate più favorevoli.

“Non recriminiamo, ma rivendichiamo un modo di fare politica che rende evidente la necessità di uno spazio di alternativa”, conclude la posizione della coalizione, che ribadisce la volontà di proseguire il proprio percorso politico insieme alle realtà che compongono Toscana Rossa: Possibile, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista.