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Trent’anni di caldo in crescita: il clima empolese tra anomalie e nuovi equilibri

10-01-2026 12:49 - Opinioni
di Gordon Baldacci

Il 2025 climaticamente parlando è ormai alle nostre spalle. Nella consueta analisi mensile del clima empolese, dicembre ha chiuso l’anno con una anomalia termica di +2.2 C° rispetto alle quarantennali medie mensili dell’ultimo mese dell’anno.
Un dato in controtendenza rispetto a quello del 2024 che si era rivelato leggermente al di sotto delle medie, ma che persegue l’andamento degli ultimi cinque-dieci anni. Va anche aggiunto a questi dati che spesso il mese di dicembre ad Empoli, raramente si è mostrato sotto media. Solo che nei decenni passati, l’anomalia positiva era circoscritta al decimale di grado, a volte alla singola unità; ed invece sei degli ultimi sette anni, ci consegnano un mese con oltre due gradi di anomalia positiva e con essa negli ultimi tre anni un moderato deficit pluviometrico, che riprende anche in questo caso un trend statistico piuttosto comune.

Ad Empoli o se preferite “in” Empoli, l’inverno raramente inizia a farsi sentire a dicembre, non lo faceva prima e trova maggiori difficoltà a farlo adesso.



Allargando l’analisi all’anno solare, si riscontra che il 2025 è il quarto anno più caldo da quando si misurano le temperature. L’anomalia termica annuale è di 1.3 C° mentre a livello precipitativo c’è un surplus del 15% figlio anche della fase alluvionale di marzo che ha stabilito accumuli a tre cifre su buona parte del territorio.

Se a livello precipitativo ci ritroviamo al secondo anno in surplus, non dobbiamo dimenticare che provenivano da quattro anni di anomalie negative, e sono serviti due anni ed una quasi catastrofe alluvionale, per recuperare l’acqua non precipitata dal 2020 al 2023. La buona notizia in un contesto generale riguardo alle piogge è che le peggiori annate dal punto di vista della siccità al momento sono confinate a cavallo dei primi anni del decennio scorso. Resta il fatto che strano a dirsi, nonostante dal cielo tutto sommato si riceva in un arco decennale un livello precipitativo ancora in equilibrio, appaiono ogni anno quando la stagione avanza verso l’estate, criticità locali frutto più che del cambiamento climatico in sé, di una forse non eccellente gestione di quella messa a disposizione dalle perturbazioni che scorrono sopra il nostro territorio.

Fatte salve le anomalie prese in questione, se vogliamo comunque ritrovare un anno solare che su Empoli non veda accrescere l’anomalia positiva delle temperature, si deve tornare al 2010, poi al 2005, poi al 1996. Singole annate in un contesto che vede ormai da oltre trent’anni un indice votato al rialzo.

Pensate che dal 1996 al 2025 togliendo dal computo gli anni con anomalie del tutto normali (+/- 0.5 C°) siamo oltre quindici anni di cui gli ultimi undici consecutivi, con dati che sono considerati anomali. A conti fatti, ipotizzando un voler in qualche modo compensare il surplus termico di questi ormai decenni, servirebbero (si fa per dire) inverni lunghi sei mesi ed estati ridotte a valori al di sotto dei venticinque gradi per almeno un periodo altrettanto lungo. Ovviamente si tratta di un esempio empirico impossibile dal realizzarsi; questo solo per rendere l’idea di come ci siamo spinti avanti nella corsa al cambiamento climatico.

Il 2026 è partito con un mese di gennaio che promette almeno sulla carta, di mantenersi al netto anche delle previsioni a medio termine entro le medie climatiche dell’ultimo mezzo secolo. Eppure la percezione è tale, da far pensare ad un inverno rigido, gelido, quando in fondo non sta accadendo in queste ore e giornate, nulla di così straordinario da tramandare ai posteri.

Torneremo (al netto di eventi particolari) ad aggiornarci a febbraio, e vedremo se davvero, è iniziata una fase climatica - perlomeno contestuale al periodo che stiamo vivendo - oppure di quella ondata di freddo ormai alle nostre spalle, resterà solo il fuoco di paglia di un inverno meno anonimo degli anni passati.