Urso e Fabbroncini (Fdi): Giorno del Ricordo a "senso unico" per il Comune di Castelfiorentino
12-02-2026 10:53 - Circondiario
"Invitare Eric Gobetti da unico relatore significa trasformare il Giorno del Ricordo in una lezione “a tesi” I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Serena Urso e Fabio Fabbrocini esprimono forte critica e netta presa di distanza dall’Amministrazione comunale di Castelfiorentino per l’impostazione scelta nelle iniziative dedicate al Giorno del Ricordo: una conferenza istituzionale e un incontro con gli studenti dell’Istituto “F. Enriques” affidati a un unico relatore, Eric Gobetti, senza alcuna forma di contraddittorio e senza il coinvolgimento di studiosi, associazioni degli esuli o testimonianze che offrano un quadro plurale e rispettoso di una tragedia nazionale. «Quando si parla di Foibe e di esodo giuliano-dalmata – dichiarano Urso e Fabbrocini – non si maneggia un tema “di parte”, ma una pagina dolorosa della nostra storia. Proprio per questo è inaccettabile che un Comune, e ancor più una scuola, propongano ai cittadini e agli studenti una narrazione senza confronto, scegliendo uno storico fortemente contestato da una parte significativa del mondo degli esuli e al centro di polemiche nazionali per impostazioni ritenute minimizzanti o giustificazioniste». La Repubblica italiana, con la legge istitutiva del Giorno del Ricordo, richiama esplicitamente il dovere di conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle Foibe, dell’esodo e della complessa vicenda del confine orientale. È la linea che, negli anni, i Presidenti della Repubblica hanno indicato con parole inequivocabili: Ciampi ha rivendicato il passaggio “dal silenzio al ricordo” e la responsabilità di trasmettere questi eventi alle giovani generazioni; Napolitano ha parlato di tragedia, di barbarie e di una verità da ristabilire; Mattarella ha ricordato la “ferocia titina” e la rimozione durata troppo a lungo, richiamando il valore della ricerca storica ma anche l’esigenza di punti fermi nel riconoscimento delle vittime. Anche la storiografia più accreditata – e la stessa tradizione enciclopedica nazionale – descrive le Foibe e le violenze del confine orientale come ondate di violenza nel 1943 e nel 1945 nelle quali operarono forze del movimento di liberazione sloveno e croato e l’apparato jugoslavo, in un contesto segnato da conflitti, occupazioni e totalitarismi, senza che ciò possa diventare un alibi per sminuire l’eccidio degli infoibati o la tragedia dell’esodo. «La storia si studia, si discute e si approfondisce – proseguono Urso e Fabbrocini – ma le istituzioni hanno il dovere di non usare la memoria come terreno di “riabilitazione” ideologica: chi oggi prova a relativizzare i crimini del comunismo titino compie un’operazione che offende le vittime e le famiglie degli esuli». Per Fratelli d’Italia Castelfiorentino la scelta dell’Amministrazione è sbagliata nel merito e nel metodo: «Se davvero si vuole educare, si garantisca pluralismo: si invitino studiosi con impostazioni diverse, si diano spazio alle associazioni degli esuli, si costruisca un percorso che metta gli studenti nelle condizioni di comprendere la complessità senza capovolgere le responsabilità. Diversamente, non è divulgazione: è propaganda culturale travestita da lezione». Urso e Fabbrocini chiedono infine al Sindaco e alla Giunta di correggere immediatamente l’impostazione delle iniziative future sul Giorno del Ricordo, prevedendo momenti di confronto reale e pubblico: «La memoria delle Foibe e dell’esodo non è proprietà di nessuno. È un dovere della Repubblica. Ed è un dovere, prima di tutto, della coscienza civile».






