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Verde e bugie al fresco di piazza Matteotti

06-07-2026 19:00 - Opinioni

Ci sono le opinioni e ci sono i fatti. E sono due cose diverse. Le opinioni sono tutte legittime ma opinabili, i fatti invece sono oggettivi e di facile riscontro. Una differenza scontata che sfugge come sempre alla logica dei social dove ormai basta il primo che scrive qualcosa e c'è chi, senza documentarsi, lo prende per vero.

E' quanto successo nei giorni scorsi ad Empoli dove si è tornati a parlare di piazza Matteotti. E non tanto e non solo per la buona notizia dell'approvazione del progetto definitivo di rifacimento, ma per i William Wallace del verde che, spada in pugno, hanno tuonato contro le motoseghe della Giunta ed il progetto di rifacimento della piazza che, a loro dire, distruggerà il verde. Caso ha voluto che questo accadesse proprio nelle stesse ore in cui sull'albo pretorio era pubblicato, appunto, il progetto definitivo che dice tutt'altro. Ma, si sa, sparare sui social con lo smartphone nella destra ed il cappuccino nella sinistra è più facile che documentarsi e leggere, anche perché gli allegati al progetto sono ben 72. Chi pensa che il sindaco racconti bugie potrebbe però leggerli prima di scriverlo e scoprirebbe che nel progetto c'è niente più e niente meno di quello che fu detto lunedì 8 giugno nel presentarlo agli Agostiniani: il verde non solo sarà tutelato, ma anche aumentato. Frasi che derivano da una cosa semplice: un progetto pubblico, figlio di una gara pubblica e, in quanto pubblico, consultabile da chiunque lo voglia fare. Chi gestisce la cosa pubblica, oltre ad essere legittimato nelle scelte che fa da chi lo ha votato, agisce così per legge. Semplice.

Poi ci sono le opinioni ed ognuno non solo ha le sue ma ha anche il sacrosanto diritto di esprimerle, ci mancherebbe, ma un conto è dire legittimamente che il progetto piazza Matteotti non piace ed un conto è dire che farà scempio del verde. Oltre ad un minimo di voglia di consultare i documenti, un briciolo di onestà intellettuale serve sempre. E le cose che sono bianche non si può dire che siano nere. Anche se, all'interno del famoso popolo dei social, sono sempre meno quelli che accendono il cervello per capire o che si documentano prima di parlare. Quindi niente di più facile che trovare chi crede a tutto quello che legge senza minimamente documentarsi. Purtroppo.