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Via Francigena, a Firenze i progetti vincitori di Detour: innovazione e sostenibilità per le imprese del territorio

09-09-2026 17:35 - Circondiario
La Via Francigena come laboratorio di innovazione, sostenibilità e sviluppo per i territori attraversati dal cammino. È questo il filo conduttore dell'incontro che si è svolto a Firenze, nella sede della Presidenza della Giunta regionale, dedicato alla presentazione e all'avvio degli otto progetti italiani vincitori di Detour, il programma europeo triennale nato per sostenere nuove forme di turismo lento e rafforzare la resilienza delle piccole e medie imprese lungo gli itinerari.

Avviato nel novembre 2024 e coordinato dal Comune di Fidenza, Detour dispone complessivamente di un budget di 3 milioni di euro e coinvolge, oltre alla Via Francigena, altri importanti percorsi europei: la Via Licia in Turchia, il Sentiero del Sultano in Bulgaria e una rete di itinerari montani in Grecia. In totale sono 33 i progetti che riceveranno un finanziamento nell'ambito del programma.

Tre progetti interessano direttamente la Toscana

Degli otto progetti collaborativi italiani presentati a Firenze, tre riguardano direttamente il territorio toscano, interessando un'area che si estende dal confine con la Liguria e da Sarzana e Pietrasanta fino a Siena, Castiglione d'Orcia e Radicofani.

Le iniziative possono contare su contributi fino a 25 mila euro ciascuna e puntano a trasformare il passaggio dei pellegrini e dei viandanti in un'opportunità concreta per le economie locali.

Le idee spaziano dagli “orti a staffetta” alla creazione di tour locali destinati a valorizzare i tratti meno frequentati della Francigena, dalle proposte per incentivare i viaggiatori a fermarsi più a lungo ai servizi di trasporto bagagli. Grande attenzione anche all'innovazione digitale, allo storytelling attraverso podcast, alla rigenerazione territoriale, al termalismo e all'accessibilità.

Tra gli ambiti coinvolti ci sono inoltre il rapporto con le comunità locali, le ippovie e la mobilità in bicicletta. Un ventaglio di proposte accomunate dall'obiettivo di rendere il cammino non soltanto un itinerario da percorrere, ma una rete capace di generare nuove occasioni economiche e sociali per i territori.

Giani: «La Toscana diffusa passa anche dalla Via Francigena»

A sottolineare il valore strategico dell'iniziativa è stato il presidente della Toscana Eugenio Giani, che ha collegato la valorizzazione della Francigena al progetto più ampio della Toscana diffusa.

«La promozione della Toscana diffusa passa anche dalla Via Francigena e da progetti come questi che si rivolgono a piccole e medie imprese. Sono lo strumento giusto», ha sottolineato Giani.

Un approccio che guarda soprattutto alle realtà economiche di dimensioni più ridotte, spesso direttamente coinvolte nell'accoglienza dei pellegrini e dei viaggiatori: strutture ricettive, attività di ristorazione, servizi per le biciclette e imprese impegnate nella valorizzazione delle produzioni e delle esperienze locali.

Il turismo lento come opportunità economica
All'incontro è intervenuto anche Alessio Spinelli, consigliere politico del presidente Giani e candidato alla carica di vicepresidente vicario dell'Associazione Europea Vie Francigene. La sua nomina dovrebbe essere ratificata durante l'assemblea generale 2026 dell'associazione, in programma dal 22 al 24 ottobre ad Avigliana, nel Torinese.

«Questi progetti e l'iniziativa di oggi raccontano una bella storia»
, ha evidenziato Spinelli, ricordando la finalità del bando: sostenere concretamente le piccole e medie imprese che operano lungo i cammini.

«Questo bando
– ha spiegato – mira a dare sostegno alle piccole e medie imprese, a chi deve noleggiare biciclette, a chi deve dare ospitalità, a chi deve curare enogastronomia e ristoro».

Da qui anche la necessità di considerare il turismo lento come una componente strutturale dell'offerta turistica, e non come un segmento secondario. «Il turismo lento non è sicuramente da mettere in secondo piano rispetto a quello veloce», ha aggiunto Spinelli.

Un itinerario europeo lungo oltre 3.200 chilometri
La Via Francigena rappresenta uno dei più importanti itinerari storici e culturali d'Europa. La testimonianza documentaria più antica e conosciuta risale al 990 d.C., quando l'arcivescovo Sigeric descrisse il viaggio compiuto da Canterbury a Roma.

Nel suo percorso europeo, l'itinerario si sviluppa per circa 3.200 chilometri, attraversando cinque Paesi, 16 regioni e più di 600 comuni. A questo tracciato si è aggiunto il prolungamento moderno verso Santa Maria di Leuca, in Puglia, destinazione dalla quale i pellegrini potevano anticamente proseguire via mare verso la Terra Santa.

Inserita nel 1994 tra gli Itinerari culturali del Consiglio d'Europa, la Francigena è oggi anche uno strumento di sviluppo sostenibile per le aree rurali. La sua forza risiede infatti nella capacità di collegare territori, imprese e comunità, distribuendo i flussi turistici anche al di fuori delle destinazioni più conosciute.

È proprio su questa dimensione che punta Detour: fare del cammino una rete di opportunità, sostenendo chi vive e lavora lungo il percorso e sperimentando modelli che possano essere replicati anche in altri territori europei.

La sfida, dunque, non è soltanto aumentare il numero dei viaggiatori, ma far crescere il valore generato dal loro passaggio, favorendo soggiorni più lunghi, servizi innovativi, accessibilità e nuove forme di collaborazione tra imprese e comunità locali. In questo senso, la Via Francigena diventa una delle infrastrutture culturali e turistiche attraverso cui costruire una Toscana più diffusa e sostenibile.