Via Francigena, Alessio Spinelli nominato vicepresidente vicario dell’associazione europea: più Toscana al centro dei cammini storici
24-10-2026 17:01 - Circondiario
La Toscana rafforza il proprio ruolo nella valorizzazione della Via Francigena, uno degli itinerari storici e culturali più importanti d’Europa. Alessio Spinelli, già sindaco di Fucecchio e attualmente consigliere del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, è stato nominato vicepresidente vicario dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF). La nomina, proposta dallo stesso Giani, è stata ratificata dall’Assemblea generale dell’associazione riunita ad Avigliana, in provincia di Torino.
Si tratta di un incarico di rilievo, che punta a rafforzare il contributo della Toscana nella promozione di un cammino capace di collegare territori, culture e comunità lungo il percorso che da Canterbury, in Inghilterra, conduce fino a Roma. Un itinerario che rappresenta non soltanto una testimonianza della storia europea, ma anche una risorsa per il turismo lento, la valorizzazione dei borghi e lo sviluppo delle economie locali.
Per Spinelli si apre così una nuova fase di impegno istituzionale, in continuità con il lavoro già svolto in Toscana nell’ambito dei cammini storici e delle relazioni con le Pro Loco. L’obiettivo è consolidare la collaborazione tra amministrazioni pubbliche, associazioni e realtà territoriali, affinché la Via Francigena possa esprimere sempre più pienamente il proprio potenziale culturale, turistico ed economico.
La fiducia di Giani e il ruolo della Toscana
La candidatura di Alessio Spinelli era stata annunciata pubblicamente lo scorso 24 agosto in Regione Toscana, durante un incontro con gli amministratori dei Comuni attraversati dalla Via Francigena e con i rappresentanti delle associazioni impegnate nella sua promozione.
La ratifica della nomina rappresenta il passaggio istituzionale che dà seguito a quel percorso, confermando la volontà della Regione di partecipare in modo attivo alle strategie dell’associazione europea.
Il presidente Eugenio Giani ha sottolineato la conoscenza diretta e la collaborazione maturata nel tempo con Spinelli, prima durante la sua esperienza amministrativa alla guida del Comune di Fucecchio e successivamente nell’ambito dell’attività regionale.
Giani ha espresso fiducia nelle capacità organizzative e nell’esperienza del nuovo vicepresidente vicario, evidenziando come il suo impegno possa contribuire a rafforzare il lavoro dell’AEVF e a sostenere la crescita della Via Francigena.
La scelta assume un significato particolare per la Toscana, che occupa una posizione importante lungo il percorso e che da tempo lavora per migliorare la fruibilità dell’itinerario, promuovere le proprie località e consolidare la rete di accoglienza destinata ai pellegrini e ai viaggiatori.
Infrastrutture, accoglienza e manutenzione: le priorità per il tratto toscano
La riunione di Avigliana è stata anche l’occasione per fare il punto sulle iniziative riguardanti il tratto toscano della Via Francigena, attraverso un confronto tra il presidente della Regione e il presidente dell’AEVF, Francesco Ferrari.
Tra i temi affrontati figurano la manutenzione del percorso, il miglioramento delle infrastrutture, la qualità dell’accoglienza e la promozione turistica. Sono aspetti fondamentali per garantire ai pellegrini un’esperienza sicura e accessibile e, contemporaneamente, per rendere il cammino un’opportunità concreta di crescita per le comunità attraversate.
La Via Francigena, infatti, non si esaurisce nell’esperienza del viaggio a piedi o in bicicletta. Lungo il suo tracciato si sviluppa una rete di strutture ricettive, attività commerciali, servizi, associazioni e iniziative culturali che contribuiscono a dare valore ai territori.
Un cammino ben mantenuto e adeguatamente segnalato può favorire soggiorni più lunghi, incoraggiare la scoperta delle località meno conosciute e distribuire i flussi turistici anche al di fuori delle destinazioni più frequentate.
In questo contesto, la collaborazione con i Comuni e con le associazioni locali diventa essenziale. Sono proprio le realtà del territorio a garantire spesso l’accoglienza quotidiana, a custodire le tradizioni e a promuovere le peculiarità dei borghi che si affacciano lungo il percorso.
La candidatura UNESCO e il valore internazionale della Francigena
Un altro tema centrale riguarda il percorso verso il riconoscimento della Via Francigena come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Secondo quanto riferito da Giani, l’iter prosegue positivamente e la Toscana svolge un ruolo di capofila a livello nazionale.
Il riconoscimento rappresenterebbe un risultato importante per la valorizzazione internazionale dell’itinerario, contribuendo a rafforzarne la visibilità e a sottolinearne il valore storico, culturale e paesaggistico.
La Via Francigena costituisce infatti una testimonianza della mobilità europea attraverso i secoli: pellegrini, mercanti e viaggiatori hanno percorso queste strade favorendo scambi culturali, economici e spirituali tra regioni e popoli diversi.
Il suo valore non riguarda soltanto i monumenti e i luoghi storici che si incontrano lungo il tragitto, ma anche il paesaggio, le tradizioni, le comunità e le relazioni che il cammino continua a generare.
L’eventuale riconoscimento UNESCO potrebbe quindi rafforzare il lavoro già avviato per tutelare e promuovere questo patrimonio, favorendo una maggiore attenzione alla conservazione dei percorsi e alla qualità dell’offerta turistica.
Spinelli: «Cammini storici come strumenti di sviluppo delle comunità»
Alessio Spinelli ha accolto la nomina ringraziando il presidente Giani per la fiducia e per aver sostenuto la sua candidatura.
Nel suo intervento ha richiamato il valore storico, culturale, sociale e spirituale della Via Francigena, sottolineando la necessità di lavorare in modo condiviso con istituzioni, amministratori locali e associazioni.
La prospettiva indicata dal nuovo vicepresidente vicario è quella di considerare i cammini storici non soltanto come itinerari da percorrere, ma come strumenti capaci di generare opportunità per le comunità che li ospitano.
La promozione culturale, il turismo sostenibile e lo sviluppo locale sono le direttrici lungo le quali Spinelli intende contribuire all’attività dell’associazione.
Il suo nuovo incarico potrà così rappresentare un punto di raccordo tra le esigenze dei territori
e le strategie europee per la valorizzazione del percorso, con particolare attenzione alla necessità di coinvolgere i Comuni, sostenere le associazioni e favorire iniziative che rendano il cammino sempre più conosciuto e fruibile.
Dalla Toscana diffusa alla valorizzazione dei piccoli borghi
a nomina si inserisce anche nella visione della cosiddetta “Toscana diffusa”, promossa dal presidente Giani, che punta a valorizzare le realtà locali, i piccoli centri e le aree meno interessate dai principali flussi turistici.
In questa prospettiva, la Via Francigena può svolgere un ruolo strategico. Il passaggio dei pellegrini e dei viaggiatori offre infatti l’opportunità di far conoscere luoghi, tradizioni ed eccellenze che spesso restano al di fuori degli itinerari turistici più consolidati.
I piccoli borghi possono beneficiare della presenza di visitatori interessati non soltanto ai monumenti, ma anche all’enogastronomia, all’artigianato, alle produzioni locali e alle esperienze legate alla vita delle comunità.
Perché questo potenziale si traduca in risultati concreti, tuttavia, è necessario investire nella manutenzione dei sentieri, nella segnaletica, nei servizi di accoglienza e nella promozione coordinata delle destinazioni.
Le amministrazioni locali e le associazioni rappresentano in questo quadro un presidio fondamentale. Il loro contributo consente di mantenere vivo il legame tra il percorso e le comunità, trasformando il passaggio dei visitatori in un’occasione di incontro e sviluppo.
Un’opportunità per il turismo lento e sostenibile
La Via Francigena si inserisce in un modello turistico che attribuisce valore al viaggio lento, alla scoperta del paesaggio e alla relazione diretta con i luoghi attraversati.
A differenza delle forme di turismo concentrate in poche destinazioni e in periodi limitati dell’anno, i cammini possono contribuire a distribuire le presenze su territori più ampi e a favorire una fruizione meno concentrata delle risorse culturali e ambientali.
Il turismo lento può inoltre creare occasioni di lavoro per le piccole attività locali, sostenere le strutture ricettive e favorire la nascita di servizi dedicati ai viaggiatori.
La sfida consiste nel conciliare la crescita delle presenze con la tutela del patrimonio e con la qualità della vita dei residenti. Per questo, manutenzione, accessibilità, informazione e collaborazione tra enti pubblici e operatori privati assumono un'importanza decisiva.
Il rafforzamento del ruolo della Toscana all'interno dell'AEVF può contribuire a sostenere questa strategia, favorendo lo scambio di esperienze con gli altri territori attraversati dalla Francigena e la costruzione di iniziative comuni a livello europeo.
Un incarico che guarda all'Europa
Con la nomina di Alessio Spinelli a vicepresidente vicario, la Toscana consolida la propria presenza ai vertici dell'Associazione Europea delle Vie Francigene e rilancia il proprio impegno nella valorizzazione di un patrimonio condiviso.
Il nuovo incarico mette al centro una sfida che coinvolge istituzioni, amministratori, associazioni e comunità: fare in modo che la Via Francigena continui a essere un percorso di incontro tra culture, ma anche una risorsa capace di generare opportunità economiche e sociali.
Dalla manutenzione delle infrastrutture all'accoglienza dei pellegrini, dalla promozione dei borghi alla candidatura UNESCO, il lavoro dei prossimi mesi dovrà tradurre gli obiettivi annunciati in interventi concreti e risultati verificabili.
La Francigena è molto più di una strada che attraversa l'Europa: è una rete di territori che condividono storia, identità e prospettive di sviluppo. Per la Toscana, rafforzare questo legame significa investire nella propria storia e, allo stesso tempo, costruire nuove opportunità per il futuro delle comunità locali.
Si tratta di un incarico di rilievo, che punta a rafforzare il contributo della Toscana nella promozione di un cammino capace di collegare territori, culture e comunità lungo il percorso che da Canterbury, in Inghilterra, conduce fino a Roma. Un itinerario che rappresenta non soltanto una testimonianza della storia europea, ma anche una risorsa per il turismo lento, la valorizzazione dei borghi e lo sviluppo delle economie locali.
Per Spinelli si apre così una nuova fase di impegno istituzionale, in continuità con il lavoro già svolto in Toscana nell’ambito dei cammini storici e delle relazioni con le Pro Loco. L’obiettivo è consolidare la collaborazione tra amministrazioni pubbliche, associazioni e realtà territoriali, affinché la Via Francigena possa esprimere sempre più pienamente il proprio potenziale culturale, turistico ed economico.
La fiducia di Giani e il ruolo della Toscana
La candidatura di Alessio Spinelli era stata annunciata pubblicamente lo scorso 24 agosto in Regione Toscana, durante un incontro con gli amministratori dei Comuni attraversati dalla Via Francigena e con i rappresentanti delle associazioni impegnate nella sua promozione.
La ratifica della nomina rappresenta il passaggio istituzionale che dà seguito a quel percorso, confermando la volontà della Regione di partecipare in modo attivo alle strategie dell’associazione europea.
Il presidente Eugenio Giani ha sottolineato la conoscenza diretta e la collaborazione maturata nel tempo con Spinelli, prima durante la sua esperienza amministrativa alla guida del Comune di Fucecchio e successivamente nell’ambito dell’attività regionale.
Giani ha espresso fiducia nelle capacità organizzative e nell’esperienza del nuovo vicepresidente vicario, evidenziando come il suo impegno possa contribuire a rafforzare il lavoro dell’AEVF e a sostenere la crescita della Via Francigena.
La scelta assume un significato particolare per la Toscana, che occupa una posizione importante lungo il percorso e che da tempo lavora per migliorare la fruibilità dell’itinerario, promuovere le proprie località e consolidare la rete di accoglienza destinata ai pellegrini e ai viaggiatori.
Infrastrutture, accoglienza e manutenzione: le priorità per il tratto toscano
La riunione di Avigliana è stata anche l’occasione per fare il punto sulle iniziative riguardanti il tratto toscano della Via Francigena, attraverso un confronto tra il presidente della Regione e il presidente dell’AEVF, Francesco Ferrari.
Tra i temi affrontati figurano la manutenzione del percorso, il miglioramento delle infrastrutture, la qualità dell’accoglienza e la promozione turistica. Sono aspetti fondamentali per garantire ai pellegrini un’esperienza sicura e accessibile e, contemporaneamente, per rendere il cammino un’opportunità concreta di crescita per le comunità attraversate.
La Via Francigena, infatti, non si esaurisce nell’esperienza del viaggio a piedi o in bicicletta. Lungo il suo tracciato si sviluppa una rete di strutture ricettive, attività commerciali, servizi, associazioni e iniziative culturali che contribuiscono a dare valore ai territori.
Un cammino ben mantenuto e adeguatamente segnalato può favorire soggiorni più lunghi, incoraggiare la scoperta delle località meno conosciute e distribuire i flussi turistici anche al di fuori delle destinazioni più frequentate.
In questo contesto, la collaborazione con i Comuni e con le associazioni locali diventa essenziale. Sono proprio le realtà del territorio a garantire spesso l’accoglienza quotidiana, a custodire le tradizioni e a promuovere le peculiarità dei borghi che si affacciano lungo il percorso.
La candidatura UNESCO e il valore internazionale della Francigena
Un altro tema centrale riguarda il percorso verso il riconoscimento della Via Francigena come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Secondo quanto riferito da Giani, l’iter prosegue positivamente e la Toscana svolge un ruolo di capofila a livello nazionale.
Il riconoscimento rappresenterebbe un risultato importante per la valorizzazione internazionale dell’itinerario, contribuendo a rafforzarne la visibilità e a sottolinearne il valore storico, culturale e paesaggistico.
La Via Francigena costituisce infatti una testimonianza della mobilità europea attraverso i secoli: pellegrini, mercanti e viaggiatori hanno percorso queste strade favorendo scambi culturali, economici e spirituali tra regioni e popoli diversi.Il suo valore non riguarda soltanto i monumenti e i luoghi storici che si incontrano lungo il tragitto, ma anche il paesaggio, le tradizioni, le comunità e le relazioni che il cammino continua a generare.
L’eventuale riconoscimento UNESCO potrebbe quindi rafforzare il lavoro già avviato per tutelare e promuovere questo patrimonio, favorendo una maggiore attenzione alla conservazione dei percorsi e alla qualità dell’offerta turistica.
Spinelli: «Cammini storici come strumenti di sviluppo delle comunità»
Alessio Spinelli ha accolto la nomina ringraziando il presidente Giani per la fiducia e per aver sostenuto la sua candidatura.
Nel suo intervento ha richiamato il valore storico, culturale, sociale e spirituale della Via Francigena, sottolineando la necessità di lavorare in modo condiviso con istituzioni, amministratori locali e associazioni.
La prospettiva indicata dal nuovo vicepresidente vicario è quella di considerare i cammini storici non soltanto come itinerari da percorrere, ma come strumenti capaci di generare opportunità per le comunità che li ospitano.
La promozione culturale, il turismo sostenibile e lo sviluppo locale sono le direttrici lungo le quali Spinelli intende contribuire all’attività dell’associazione.
Il suo nuovo incarico potrà così rappresentare un punto di raccordo tra le esigenze dei territori
e le strategie europee per la valorizzazione del percorso, con particolare attenzione alla necessità di coinvolgere i Comuni, sostenere le associazioni e favorire iniziative che rendano il cammino sempre più conosciuto e fruibile.
Dalla Toscana diffusa alla valorizzazione dei piccoli borghi
a nomina si inserisce anche nella visione della cosiddetta “Toscana diffusa”, promossa dal presidente Giani, che punta a valorizzare le realtà locali, i piccoli centri e le aree meno interessate dai principali flussi turistici.
In questa prospettiva, la Via Francigena può svolgere un ruolo strategico. Il passaggio dei pellegrini e dei viaggiatori offre infatti l’opportunità di far conoscere luoghi, tradizioni ed eccellenze che spesso restano al di fuori degli itinerari turistici più consolidati.
I piccoli borghi possono beneficiare della presenza di visitatori interessati non soltanto ai monumenti, ma anche all’enogastronomia, all’artigianato, alle produzioni locali e alle esperienze legate alla vita delle comunità.
Perché questo potenziale si traduca in risultati concreti, tuttavia, è necessario investire nella manutenzione dei sentieri, nella segnaletica, nei servizi di accoglienza e nella promozione coordinata delle destinazioni.
Le amministrazioni locali e le associazioni rappresentano in questo quadro un presidio fondamentale. Il loro contributo consente di mantenere vivo il legame tra il percorso e le comunità, trasformando il passaggio dei visitatori in un’occasione di incontro e sviluppo.
Un’opportunità per il turismo lento e sostenibile
La Via Francigena si inserisce in un modello turistico che attribuisce valore al viaggio lento, alla scoperta del paesaggio e alla relazione diretta con i luoghi attraversati.
A differenza delle forme di turismo concentrate in poche destinazioni e in periodi limitati dell’anno, i cammini possono contribuire a distribuire le presenze su territori più ampi e a favorire una fruizione meno concentrata delle risorse culturali e ambientali.
Il turismo lento può inoltre creare occasioni di lavoro per le piccole attività locali, sostenere le strutture ricettive e favorire la nascita di servizi dedicati ai viaggiatori.
La sfida consiste nel conciliare la crescita delle presenze con la tutela del patrimonio e con la qualità della vita dei residenti. Per questo, manutenzione, accessibilità, informazione e collaborazione tra enti pubblici e operatori privati assumono un'importanza decisiva.
Il rafforzamento del ruolo della Toscana all'interno dell'AEVF può contribuire a sostenere questa strategia, favorendo lo scambio di esperienze con gli altri territori attraversati dalla Francigena e la costruzione di iniziative comuni a livello europeo.
Un incarico che guarda all'Europa
Con la nomina di Alessio Spinelli a vicepresidente vicario, la Toscana consolida la propria presenza ai vertici dell'Associazione Europea delle Vie Francigene e rilancia il proprio impegno nella valorizzazione di un patrimonio condiviso.
Il nuovo incarico mette al centro una sfida che coinvolge istituzioni, amministratori, associazioni e comunità: fare in modo che la Via Francigena continui a essere un percorso di incontro tra culture, ma anche una risorsa capace di generare opportunità economiche e sociali.
Dalla manutenzione delle infrastrutture all'accoglienza dei pellegrini, dalla promozione dei borghi alla candidatura UNESCO, il lavoro dei prossimi mesi dovrà tradurre gli obiettivi annunciati in interventi concreti e risultati verificabili.
La Francigena è molto più di una strada che attraversa l'Europa: è una rete di territori che condividono storia, identità e prospettive di sviluppo. Per la Toscana, rafforzare questo legame significa investire nella propria storia e, allo stesso tempo, costruire nuove opportunità per il futuro delle comunità locali.






