Vinci, scomparso Raffaello Lippi, ex consigliere comunale nella città del Genio
27-01-2026 11:59 - Circondiario
Vinci perde una delle sue figure più autorevoli e generose. La scomparsa di Raffaello Lippi lascia un vuoto profondo non solo nella comunità locale, ma in tutto quel mondo cooperativo, agricolo e civile che per decenni ha trovato in lui un punto di riferimento solido, appassionato, concreto.
A ricordarlo per primo è stato il sindaco di Vinci, Daniele Vanni, che ha parlato di “una persona stimata e profondamente legata al nostro territorio”, sottolineando come la sua perdita addolorisca un’intera comunità. Parole semplici, ma dense, che restituiscono bene il rapporto autentico che Raffaello Lippi aveva con la sua terra e con le persone che la abitano.
Ancora più ampio e articolato il ricordo del senatore Dario Parrini, che ha definito Lippi “un uomo del fare nel senso vero dell’espressione”. Un’espressione che racchiude un tratto distintivo del suo carattere: la capacità di trasformare le idee in azioni, i valori in scelte concrete. Mosso da principi saldi e da una passione civile e politica mai ostentata, Raffaello Lippi guardava lontano ed era naturalmente incline all’innovazione, senza mai perdere il contatto con la realtà quotidiana.
“Pane al pane e vino al vino”: così amava affrontare i problemi, andando dritto al punto, prendendo – come ricorda Parrini – “il toro per le corna”. Con questo spirito ha scritto pagine importanti della storia della cooperazione agricola a Vinci e nei comuni del Montalbano, ricoprendo ruoli di rilievo anche a livello regionale e nazionale. Ma, da dirigente cooperativo, non ha mai smarrito il legame con i soci. Perché per lui la cooperazione non era solo un modello economico, ma una forma di democrazia vissuta, una partecipazione reale, dal basso, dove le decisioni contano solo se condivise.
Raffaello Lippi ha incarnato pienamente il valore della cittadinanza attiva. Il suo senso civico lo portò a essere consigliere comunale dal 1985 al 1989 e a impegnarsi con costanza nella vita associativa. Tra i suoi incarichi più significativi, la presidenza della Montalbano Agricola Alimentare, vissuta sempre con responsabilità e spirito di servizio.
In molti – come ha ricordato lo stesso Parrini – gli devono insegnamenti e consigli preziosi, offerti con naturalezza, senza mai una parola fuori posto, senza alcuna iattanza. Un modo di essere che ha lasciato il segno, spesso più con l’esempio che con i discorsi.
Raffaello Lippi amava profondamente il territorio e i valori di coesione, socialità e solidarietà che lo tengono unito. Oggi, nel dolore per la sua scomparsa, Vinci si stringe attorno alla sua famiglia, condividendo un lutto che è collettivo. Se è vero che quando se ne va una persona così “una comunità diventa più povera”, è altrettanto vero che resta un’eredità fatta di idee, di pratiche, di stile umano e civile.
Un’eredità che continuerà a parlare, anche nel silenzio lasciato da chi ha saputo fare, costruire e unire. Addio Raffaello. Che la terra ti sia lieve.
A ricordarlo per primo è stato il sindaco di Vinci, Daniele Vanni, che ha parlato di “una persona stimata e profondamente legata al nostro territorio”, sottolineando come la sua perdita addolorisca un’intera comunità. Parole semplici, ma dense, che restituiscono bene il rapporto autentico che Raffaello Lippi aveva con la sua terra e con le persone che la abitano.
Ancora più ampio e articolato il ricordo del senatore Dario Parrini, che ha definito Lippi “un uomo del fare nel senso vero dell’espressione”. Un’espressione che racchiude un tratto distintivo del suo carattere: la capacità di trasformare le idee in azioni, i valori in scelte concrete. Mosso da principi saldi e da una passione civile e politica mai ostentata, Raffaello Lippi guardava lontano ed era naturalmente incline all’innovazione, senza mai perdere il contatto con la realtà quotidiana.
“Pane al pane e vino al vino”: così amava affrontare i problemi, andando dritto al punto, prendendo – come ricorda Parrini – “il toro per le corna”. Con questo spirito ha scritto pagine importanti della storia della cooperazione agricola a Vinci e nei comuni del Montalbano, ricoprendo ruoli di rilievo anche a livello regionale e nazionale. Ma, da dirigente cooperativo, non ha mai smarrito il legame con i soci. Perché per lui la cooperazione non era solo un modello economico, ma una forma di democrazia vissuta, una partecipazione reale, dal basso, dove le decisioni contano solo se condivise.
Raffaello Lippi ha incarnato pienamente il valore della cittadinanza attiva. Il suo senso civico lo portò a essere consigliere comunale dal 1985 al 1989 e a impegnarsi con costanza nella vita associativa. Tra i suoi incarichi più significativi, la presidenza della Montalbano Agricola Alimentare, vissuta sempre con responsabilità e spirito di servizio.
In molti – come ha ricordato lo stesso Parrini – gli devono insegnamenti e consigli preziosi, offerti con naturalezza, senza mai una parola fuori posto, senza alcuna iattanza. Un modo di essere che ha lasciato il segno, spesso più con l’esempio che con i discorsi.
Raffaello Lippi amava profondamente il territorio e i valori di coesione, socialità e solidarietà che lo tengono unito. Oggi, nel dolore per la sua scomparsa, Vinci si stringe attorno alla sua famiglia, condividendo un lutto che è collettivo. Se è vero che quando se ne va una persona così “una comunità diventa più povera”, è altrettanto vero che resta un’eredità fatta di idee, di pratiche, di stile umano e civile.
Un’eredità che continuerà a parlare, anche nel silenzio lasciato da chi ha saputo fare, costruire e unire. Addio Raffaello. Che la terra ti sia lieve.






