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La sfida di Carrada: "Studiare l'identità di Empoli e portarla nel museo"

23-08-2026 15:35 - Primo piano
La notizia che sarà lui a far nascere il museo civico di Empoli campeggia già sulla homepage del suo sito giovannicarrada.it. “Come raccontare una città toscana completamente diversa dalle altre città della Toscana?” si chiede. “Empoli è una città antica, ricca, importante – si legge ancora - ma rispetto alle altre della sua regione non è una città d'arte. Empoli, infatti, snodo sull'Arno fra Firenze e il mare, e fra Firenze e Siena, è sempre stata un crocevia e nel corso dei secoli la fortezza e il granaio di Firenze, un centro commerciale e poi manufatturiero di prima grandezza, in continuo cambiamento. Ma non è mai stato un centro di potere importante”.

“Scopo del progetto – prosegue entrando più nel dettaglio - è capire come valorizzare un patrimonio culturale meno convenzionale del solito, ma potenzialmente interessantissimo per i propri cittadini. Si tratta quindi di capire l'identità della città, conoscerne storia e beni culturali, ideare un modello museale che possa funzionare e quindi aiutare a sceglierne i percorsi espositivi. Il progetto è anche una relativa novità per l'Italia, paese abituato a mostrare le sue bellezze ma poco abituato a raccontarsi”.

L'entusiasmo per la nuova sfida

Il fatto che poche ore dopo la notizia abbia aggiornato il proprio sito fa capire l'entusiasmo con cui Carrada si appresta a questa nuova sfida. Il suo spazio personale sul web aiuta anche a presentarlo agli empolesi, andando oltre l'etichetta che spesse gli viene data di collaboratore strettissimo ed importante di un nome del calibro del compianto Piero Angela e del figlio Alberto. ”Sono sempre stato quello che vuole andare dappertutto, provare tutto, incontrare tutti, leggere tutto, sapere tutto. Quale mestiere migliore di quello di creatore di esperienze culturali, per continuare a farlo tutta la vita? All'inizio ho dovuto scegliere e mi sono laureato in una disciplina scientifica. Così ho cominciato aiutando gli altri a capire e dare un senso a quello che viene scoperto o inventato. Scienza e innovazione sono una palestra di comunicazione difficile. Non si smette mai di studiare, bisogna rendere non solo chiare ma anche attraenti cose molto complicate, spesso lontane dalla vita e dagli interessi delle persone. Per questo bisogna provarle tutte. Negli anni infatti ho dovuto imparare a usare un po' tutti i media: stampa, libri, televisione, radio, Internet, eventi, musei, mostre. Persino teatro”. “Per questo, in trentacinque anni di attività, non ho accumulato cariche – quelle che in genere si sfoggiano in pagine come questa – ma tante esperienze professionali importanti.

Il rapporto con Piero Angela

L'esperienza professionale più lunga è stata fare l'autore della trasmissione televisiva Superquark: è cominciata nel 1994 ed è finita nel 2022. La scuola di Piero Angela mi ha insegnato la capacità di cogliere l'essenziale di ogni argomento, la sua chiave di lettura, l'idea o la spiegazione capace di dare un senso a tutto il resto. Ma soprattutto mi ha insegnato che anche gli argomenti più complessi e meno banali possono essere comunicati a tutti, perché possono diventare interessanti e appassionanti per tutti. Ci vogliono solo più lavoro e più creatività del solito.

Come lavoro?

Innanzitutto guardo l'argomento di cui mi devo occupare sia “da dentro”, cercando di comprenderlo il più a fondo possibile, sia “da fuori”, cercando di capire come lo vedono gli altri, e cosa ci possono trovare di affascinante o di utile. Poi cerco una strada – una strategia di comunicazione – per unire il dentro con il fuori. Quindi immagino una soluzione concreta per costruire su questa strada un'esperienza: un testo, una presentazione, un video, una mostra, un evento, una campagna di comunicazione, qualsiasi cosa. E poi la realizzo, o aiuto a realizzarla. Per questo oggi mi diverto ancora. Non solo perché continuo a soddisfare la mia curiosità, ma soprattutto perché aiuto gli altri a scoprire la loro”.

Le premesse per ammirare un museo civico di spessore ci sono tutte. Non resta che attendere il risultato del suo lavoro.